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Muller: "Alzheimer nè di destra né di sinistra"

Dopo la polemica sollevata da Pupi Avati, il cui film è stato escluso dalla prossima Mostra Cinematografica di Venezia, il direttore della kermesse Marco Muller vuole dire la sua, rispondendo all'accusa secondo la quale 'Una sconfinata giovinezza' è stato fatto fuori per motivi politici.

'Nessuna scelta politica. L'alzheimer non è di destra né di sinistra' ha dichiarato Muller, come riporta Il Sole 24 ore, riferendosi alla trama del film di Avati. Poi si sofferma sull'età media dei registi in gara, 46 anni, e aggiunge: 'Ad Avati abbiamo offerto il fuori concorso insieme a Scorsese e Bellocchio, ma ha rifiutato. Stavolta conta l'anagrafe'.

La Mostra dunque vuole porre attenzione su ciò che è attuale, su registi in erba: 'Attenzione a tutto ciò che si muove nell'universo cinematografico di oggi, come attesta il rinnovamento profondo di una sezione come Orizzonti dove è caduto ogni paletto, ogni formato, ogni differenza d'età: esordienti e sconosciuti possono tranquillamente convivere in cartellone con Manoel de Oliveira' sottolinea Muller.

Dunque, quali sono i tre aggettivi che descriverebbero l'edizione 2010? 'Internazionalità, nessuna distinzione tra commerciale e autoriale, scarsa attenzione al formato' risponde Muller.

Ma attenzione anche alla sobrietà, come ricorda il presidente della Biennale Paolo Baratta: 'Ci siamo adeguati al clima di sobrietà imperante, decidendo di non cambiare nè grafica nè strutture dallo scorso anno. La sobrietà però ci ha anche permesso di assumere decisioni coraggiose in sede di selezione, perché la Mostra non può mai sedersi sugli allori ma mettere sempre in discussione la sua utilità'.

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