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Morte Mike Bongiorno, le reazioni vip

Il ricordo di Mike Bongiorno, scomparso ad 85 anni, nelle parole di amici, colleghi e personaggi della cultura e dello spettacolo. Excite riporta in questa pagina tutte le dichiarazioni in tempo reale.

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Pippo Baudo: "È stato il mio punto di riferimento, quest'anno festeggio i 50 anni di tv e avevo pensato a una serata con Mike, perché non avrebbe avuto alcun senso festeggiare la mia carriera senza di lui. La rivalità tra noi è stata sempre un grande gioco: ci scherzavamo, faceva comodo a entrambi, come diceva spesso anche lui. In realtà siamo anche diventati grandi amici, cosa che non capita tanto spesso tra colleghi. Bongiorno è stato il più grande divo della tv italiana, ha creato il mito della tv italiana, e non me ne vogliano gli altri protagonisti. Come fece epoca Lascia o raddoppia, così hanno fatto epoca i suoi passaggi di campo: quando andò a Canale 5 diede l'imprimatur, con il suo bollo d'autorità, alla nuova tv commerciale. E poi il recente passaggio a Sky: alla sua età lo aveva abbracciato come una terza giovinezza, si era speso tantissimo, voleva ancora essere sul campo di battaglia".

Silvio Berlusconi: "Mi dispiace molto, Mike era un grande amico, con lui scompare un grande protagonista della tv italiana. Mi spiace molto, anche perchè aveva un grande sogno, che era quello di diventare senatore della Repubblica. Io mi ero attivato a questo proposito".

Emilio Fede: "Personalmente lo rimpiango come professionista e come amico. Per quel che può servire a consolare, non a tutti capita di andarsene e rimanere nella storia della tv e del costume. E pensare che forse era a un passo dal realizzare il suo ultimo sogno, diventare senatore a vita. Lo ricorderei come il più intelligente e furbo gaffista che ha fatto della gaffe motivo di popolarità".

Massimo Giletti: "Tutti lo ricorderanno come l'uomo che ha creato la televisione, il re dei quiz. Ma in questo momento, credo che sia giusto ricordare anche l'altra parte di Mike, quella meno nota, quella dell'uomo che non ha mai voluto usare il suo passato importante e sofferto. Dietro l'uomo di spettacolo c'era una persona di grande qualità".

Piero Chiambretti: "Sono scioccato dalla scomparsa di Mike Bongiorno. Una personalità di questo calibro e di simili proporzioni per me continua a vivere. Una leggenda vivente della televisione, ha inventato lui stesso la tv con i suoi quiz. L'unica cosa che posso dire è che dietro il silenzio e l'impossibilità di fornire qualsiasi dichiarazione c'è tutto ciò che provo in questo momento".

Milly Carlucci: "È stato un fulmine a ciel sereno. E pensare che eravamo tutti curiosi di vedere il quiz che si preparava a condurre. Una persona sensibile, curiosa, divertita e divertente. E aveva delicatezze e attenzioni verso amici e conoscenti che lo rendevano una persona squisita".

Paolo Bonolis: "È morto ad una età giusta a cui tutti vorremmo arrivare. I figlioli e i familiari che lo hanno amato possano essere fieri della vita che ha vissuto, di come l'ha saputa vivere facendo quello che riteneva giusto fare e dicendo quello che riteneva giusto dire. Quindi una vita bella che porta alla serenità di una morte giusta. Si discostava molto poco da quello che fosse realmente. C'era una certa assonanza tra quello che era e quello che la gente vedeva in televisione. Mike era così e lo è stato per tanto tempo, per chi lo ha amato da vicino e chi lo ha vissuto attraverso la televisione".

Pier Ferdinando Casini: "Piango assieme a tanti italiani la scomparsa di un gentiluomo come Mike Bongiorno, professionista esemplare, pioniere e ancora oggi interprete inarrivabile della televisione italiana, che con competenza e ironia ha saputo traghettare milioni di telespettatori nei grandi cambiamenti della società a cavallo dei due secoli. Con lui scompare un uomo libero che avrebbe avuto ancora molto da insegnare a chi fa televisione oggi".

Gianni Boncompagni:"Mi è dispiaciuto moltissimo. Quando ho letto la notizia al televideo non ci credevo, invece era vero. Io lo conoscevo bene, fin dall'inizio, e mi è dispiaciuto moltissimo".

Walter Veltroni: "È morto un uomo intelligente, gentile e con una dote rara come il senso dell'umorismo. Nella lunga storia della televisione e dell'industria dello spettacolo Mike ha un posto di assoluto rilievo. Nel tempo in cui la tv ha contribuito ad unire e modernizzare il Paese Mike è stato protagonista di molti programmi di tv intelligente e popolare. Amava la libertà per la quel si era battuto contro il fascismo e il nazismo, e amava la vita. Ho tanti ricordi personali il più intenso dei quali è un pomeriggio nella sua casa di Londra durante il quale ho potuto ammirare il suo amore per la sua famiglia. Mike aveva conosciuto mio padre e non ha mai smesso di ricordare con gratitudine il suo esordio in 'Arrivi e partenzè. La sua morte mi dispiace molto, era un uomo lieve e arguto, credo che tutto il Paese lo rimpianga".

Vladimir Luxuria: "La morte di Mike Bongiorno mi prende alla sprovvista. È come se si fosse spenta la tv con la sua scomparsa. Ricordo con chiarezza che uno dei primi spettacoli che feci, era una parodia di uno dei suoi quiz con un attore che lo imitava e io facevo la valletta. Poi ricordo, negli anni della mia infanzia a casa di mia nonna, l'unica in possesso di una televsione, mi sedevo in prima fila per guardare i suoi programmi".

Vittorio Sgarbi: "Mike è stato per me come un padre in televisione e niente lo ha potuto evidenziare più del nostro litigio generazionale. Si mettevano a confronto due modi diversi di vedere il mondo e di vedere la televisione. La nostra contrapposizione che in realtà era una amicizia apparteneva alla sfera onirica. Non riguardava le persone ma il nostro modo di agire e di interagire col piccolo schermo: conciliante il suo, irritante il mio".

Jonny Dorelli: "La sua scomparsa è un grande ed inatteso dispiacere. Non ho lavorato molto con Mike Bongiorno. Eppure, ricordo in particolare che, quando lavoravamo insieme alla radio italiana di New York W.H.O.M , per i nostri primi spettacoli, con me fu sempre molto gentile e comprensivo. È stato per me una guida e un grande sostegno".

Enrico Mentana: "Qualcuno con qualche ingenerosità, qualcuno con qualche ingratitudine lo ha visto come un peso, ma lui è stato la storia della televisione pubblica e privata, è stato la storia della radio e stava per essere la storia della TV satellitare. Ha fatto più cose lui nella vita che noi in cinque-sei vite, dalla Resistenza alla speranza di fare il programma su Sky che non vedremo mai. E' stato l'ambasciatore della TV presso gli italiani, è stato l'essenza della TV, ha fatto delle cose grandissime ma non si vergognava di fare le telepromozioni. È stato tutto, il personaggio totale. La cosa davvero incredibile è che 65 anni dopo avere iniziato a farsi notare come staffetta partigiana, aveva ancora l'entusiasmo che probabilmente aveva avuto allora, per una cosa nuova, come un bambino. È incredibile, dopo 55 anni di TV era ancora lì a sprizzare gioia per un esordio".

Renzo Arbore: "Ho sempre ammirato Mike per la sua lealtà e sincerità, la buona fede e la sua signorilità verso colleghi di lavoro, amici e verso chiunque. Mai una parola sconveniente nei confronti di qualcuno ma sempre gesti e considerazioni benevoli anche con chi non gli era amico. L'innocenza, il candore di Mike, sono doti oggi molto insolite. Mike è stato un amico di tutti, anche mio: sono profondamente colpito e rammaricato di non averlo frequentato di più, anche se eravamo uniti da stima e rispetto reciproci".

Fabio Fazio: "È stato uno dei grandi della tv, di quelli che, se non ci fossero stati, si avvertirebbe la differenza. È stato 'La televisione'. Ho avuto la fortuna di diventare amico di un signore che si chiamava Mike Bongiorno e che per me era diventato semplicemente Mike. Gli chiedevo continuamente consigli, mi mancherà tantissimo. Parlava sempre di me e Fiorello come delle due persone alle quali voleva veramente bene. Mi ha chiamato qualche giorno fa per dirmi che su Raiuno andava in onda uno speciale in cui c'eravamo anche noi due insieme. E poi mi ha sgridato: 'Devi essere contento di riprendere il tuo programma. Alla mia età io ho più entusiasmo di te!'".

Fabrizio Frizzi: "Mi mancherà sia da telespettatore che da collega. E' sempre stato molto affettuoso con me. Lui era burbero, aveva uno sguardo severo ma in realtà di persona era un'altra cosa".

Iva Zanicchi: "Io Mike lo conosco da sempre, da quando ho cominciato a cantare. Per lui stravedevo, avevo un affetto vero e sincero, ora ho veramente un dolore. Lui è l'artefice delle televisioni private. Berlusconi, che vedeva lungo, ha voluto lui da subito per poi creare quello che sappiamo. Era un grande professionista, un grande lavoratore, estremamente puntiglioso e preciso. È stato un pilastro vero".

Patrizia Mirigliani: "Mike è stato un grande amico di Miss Italia, è sempre stato vicino a mio padre dal '50 in poi. Ha dimostrato due anni fa a Miss Italia, con la Goggi, il suo aplomb. Con le donne scherzava molto ma era molto corretto".

Enrico Montesano: "Sono molto addolorato per quello che è successo. È un personaggio che sembrava non dovesse mai andarsene, che sarebbe sempre rimasto a farci compagnia. Ma Mike soprattutto rappresenta un certo modo di fare tv che non si fa più, che se ne va con lui".

Sergio Zavoli: "Mike Bongiorno fu l'autore di un personaggio, cioè di se stesso, in qualche modo provvidenziale, perché il suo quiz riuscì a colmare le voragini del dopoguerra e dette un'impronta ottimistica e lieta di un'Italia che aveva davanti a sè tutto quello che poteva aspettarsi di buono dopo un tempo trascorso nella mestizia e nel dolore. Il Paese si fermava quando prendeva la parola Mike Bongiorno".

Marcello Lippi: "Era il fuoriclasse dell'Italia della mia gioventù, un vero campione. Davvero non me lo aspettavo, a dispetto dei suoi 85 anni. Lo avevo visto nello splendido spot con Fiorello. Era un esempio di vitalità, esuberanza e simpatia. Lo ricordo negli anni della mia gioventù, era un grande amante dello sport, per 60 anni è stato amico di tutti gli italiani e da tutti noi amato".

Maurizio Costanzo: "La scorsa settimana mi sono sentito al telefono con Mike che mi aveva chiamato per ringraziarmi della partecipazione ad uno speciale che Marzullo e Rai Uno gli avevano dedicato. Mi ha detto: 'sono felice, nella mia carriera non mi era mai capitato un così bell'omaggio'. Dopo tanti incontri ed eventi comuni mi piace oggi ricordare Mike per questa telefonata".

Sandra Mondaini: "Mike era veramente unico. Ci ha tenuto compagnia per tanti anni. Oggi è veramente una brutta giornata. Era un uomo stravagante, particolare, ma sempre affettuoso. Abbiamo avuto ottimi rapporti. Quando io e Raimondo facevamo teatro e lui conduceva Lascia o raddoppia, dovevamo aspettare la fine della trasmissione, altrimenti la sale erano vuote perchè la gente restava incollata alla tv per guardarlo. Ma eravamo contenti, perchè lo guardavamo anche noi".

Giancarlo Magalli: "Una grande tristezza, nessuno se lo aspettava. L'idea che qualcosa lo potesse fermare era inimmaginabile. L'ultima volta che l'ho visto, eravamo entrambi ospiti della Ventura, e fece un'invettiva contro la Rai e in mio favore. Un complimento fatto da lui valeva molto".

Paolo Limiti: "Assieme abbiamo fatto vari programmi in radio e poi Rischiatutto. Con lui si lavorava benissimo, sceglieva le persone di cui si fidava. Era molto 'uomo normale' ma anche un professionista serio e con una grande passione per il suo lavoro".

Carlo Rossella: "Il primo grande professionista dell'entertainment, l'aveva portato in Italia. Intere generazioni lo amano".

Antonio Ricci: "Quando ho avuto modo di lavorare in maniera continuativa con Mike, nel periodo in cui gli proposi di condurre Paperissima Sprint, nell'estate del 2001, mi colpirono, oltre alla professionalità universalmente riconosciuta, la sua disponibilità a mettersi in gioco, interpretando anche le gag più demenziali e le situazioni più paradossali. Era molto contento di poter ancora stupire il suo pubblico, riuscendo ad attirare anche l'attenzione della stampa estera, al punto che l' International Herald Tribune gli dedicò un articolo".

Paolo Villaggio: "La notizia è enorme data la popolarità del personaggio, Bongiorno fa parte della storia d'Italia, in una maniera devastante è più famoso di Berlusconi ma unirsi al cordoglio collettivo è esagerato. Era pur sempre un uomo di 85 anni che nonostante fosse fuori dalle serate importanti della televisione aveva avuto l'intelligenza di accettare la vecchiaia e utilizzarla al fianco di Fiorello per un istinto di sopravvivenza. Utilizzava un linguaggio a metà tra il maestrino elementare un pò severo e il bidello un pò tonto e questo funzionava in momento storico in cui la televisione si era sostituita alla famiglia alla scuola. Fu un evento. Ma non posso non dire che adattando quella cultura all'italiano medio, fu uno di quegli eventi che hanno contribuito all'abbassamento culturale del nostro paese. Non mi sento di dire che è un perdita per l'Italia, le perdite per il nostro paese sono state persone come Moravia e Fellini".

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