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Moccia: "In Amore 14 racconto la realtà"

 di Marta Marrucco

Quando ha girato "Amore 14", probabilmente Federico Moccia sapeva che non avrebbe mai incontrato il favore della critica: ma le tematiche adolescenziali e i giovani attori non professionisti attireranno anche stavolta frotte di teen-agers nelle sale, e questo basta.

La pellicola, che racconta la storia della giovane Caro tra amici, famiglia e il primo amore Massi, in realtà non andrebbe snobbata ma considerata per quella che è, uno sforzo di ritrarre la vita di un'adolescente dal punto di vista soggettivo della protagonista, e cioè con troppi fronzoli e poche pretese. Moccia, in conferenza, si definisce realista nel tracciare uno schizzo delle adolescenti italiane alle prese con nuovi amori e genitori assenti, ispirato dalle innumerevoli mail delle sue lettrici, cosiddette "mocciose".

Con il regista in conferenza ci sono i protagonisti Veronica Olivier e Giuseppe Maggio, alias Caro e Massi, e Raniero Monaco Di Lapio, ex concorrente del Grande Fratello 7 che interpreta il fratello della protagonista, Rusty James. Lei bionda, minuta, con la erre moscia. Lui un acerbo Riccardo Scamarcio, affascinante e molto meno sprovveduto di come appare nel film: "Ero molto simile a Caro alla sua età, - racconta la diciannove Veronica - è una ragazza positiva, nonostante le delusioni sa di avere tutta la vita davanti".

Anche il diciassettenne Giuseppe, alla sua prima esperienza cinematografica, si confronta con il proprio ruolo: "In amore sono stato tradito e ho tradito. Il film è realista, ti insegna che nella vita non sempre le persone ricambiano l'affetto e la fiducia".

Gli attori professionisti ricoprono i ruoli da adulti, dai genitori di Caro Pamela Villoresi e Pietro De Silva, ai nonni Emiliana Franzone e Riccardo Garrone. Come gli è stato fatto notare in conferenza, Moccia tocca di sfuggita tematiche quali il precariato e il rapporto difficile tra padre e figlio: "La storia è raccontata con gli occhi di Caro, non potevo approfondire gli argomenti come invece accade nel libro. Rusty James sogna di essere uno scrittore ma il padre lo vorrebbe medico, così il giovane va via di casa. Ha qualcosa di me, con la differenza che mio padre mi ha sempre appoggiato".

Moccia si definisce un regista alle prime armi, e di certo chi sceglierà di vedere "Amore 14" sarà consapevole di scegliere un film di taglio adolescenziale. Ma non si può negare che lo scrittore si sia impegnato nel raccontare una generazione diversa dalla sua: "Le emozioni saranno le stesse ma i ragazzi di oggi sono più sfacciati. E spesso mi lasciano interdetti: una ragazza mi ha scritto che la sua migliore amica le aveva rubato il fidanzato come se fosse la cosa più normale del mondo".

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