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"Mine vaganti", la grande famiglia di Ozpetek

 di Marta Marrucco

Le lunghe tavolate per le scene clou non mancano mai nei film di Ferzan Ozpetek: stavolta però i protagonisti non sono un gruppo di amici, bensì la famiglia sanguigna e problematica di 'Mine vaganti', da venerdì al cinema. Dopo il tragico 'Un giorno perfetto', il regista torna con una deliziosa commedia, che regala risate e lacrime.

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Sconvolto dalla rivelazione di omosessualità del figlio maggiore Alessandro Preziosi, il padre Ennio Fantastichini affida il pastificio di famiglia al minore, Riccardo Scamarcio. Anche quest'ultimo è gay, ma teme di raccontare la verità ai familiari, così legati alle tradizioni e alle formalità, bigotti e anche un pò ignoranti.

Il protagonista, impelagato in una situazione che gli sta stretta, conosce poi il personaggio di Nicole Grimaudo, una ragazza sensibile ma sfuggente, dalla quale resterà affascinato a livello platonico nonostante sia innamorato del proprio compagno.

In questa commedia degli equivoci i protagonisti sono mostrati dal punto di vista sensibile del regista, che ha inserito nella storia tanti elementi autobiografici. 'Ho dedicato il film a mio padre, che somigliava al personaggio di Fantastichini. Ci siamo riavvicinati prima della sua scomparsa, so che oggi sarebbe fiero di me' ha dichiarato il regista in conferenza a Napoli.

Nel cast anche le strepitose Lunetta Savino, Elena Sofia Ricci e Ilaria Occhini, rispettivamente la madre, la nonna e la zia di Scamarcio. Ognununo degli interpreti dona qualcosa alla pellicola, con i gesti, gli sguardi, i tic, che fanno del quadro generale un ritratto di famiglia autentico e commovente: 'Sono i dettagli che costruiscono il film, ma sta alla bravura del regista saperli cogliere' conferma la Savino.

Come sempre, la galleria dei personaggi di Ozpetek è splendida e variegata: Fantastichini, che in un altro film di Ozpetek 'Saturno contro' aveva interpretato un omosessuale, passa con naturalezza nei panni di uno per il quale avere un figlio gay è la più grande delle punizioni, e lo fa con altrettanza maestria e naturalezza. Da plauso anche Scamarcio e Preziosi, che nella pacatezza delle loro interpretazioni riescono a rendere il tormento interiore che li consuma, divisi tra ciò che richiede la famiglia e la piccola società in cui vivono, e ciò che sono veramente.

Come ha dichiarato Elena Sofia Ricci in conferenza, 'Mine Vaganti' è un film pieno d'amore, chi lo guarda non può fare a meno di sentirsi coinvolto e amato. Ozpetek mostra che le convenzioni sociali e le malelingue sono esistite ed esistono tutt'oggi, l'importante è essere liberi di fare e dire ciò che si vuole. Perchè l'unica domanda importante da farsi nella vita è quella che rivolge la sorella del protagonista a Scamarcio che le ha appena confessato di essere gay: 'Sei felice?'.

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