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Marco Borriello parla di Roberto Saviano e di Balotelli

Il napoletano doc Marco Borriello ha parole di fuoco nei confronti del conterraneo Roberto Saviano considerato uno che ha lucrato su Napoli.

L'attaccante del Milan lo ha infatti dichiarato a GQ in edicola da oggi sostenendo che 'Saviano è uno che ha lucrato sulla mia città. Non c'era bisogno che scrivesse un libro per sapere cos'è la camorra. Lui però ha detto solo cose brutte e si è dimenticato di tutto il resto'.

Borriello ha ricordato anche quello 'spiacevole episodio' capitato alla sua famiglia ovvero l'uccisione del padre, Vittorio 'Biberon' da parte della camorra dopo essere stato coinvolto in una inchiesta per usura, processato e assolto per associazione mafiosa.

Il giocatore parla di 'San Giovanni a Teduccio, a Napoli, il quartiere con il più alto tasso di famiglie malavitose in Italia, pare' che 'non è la giungla, ma nemmeno Disneyland. Diciamo che ti tempra e ti insegna a stare sveglio fin da piccolo. Prendi un bambino di 8 anni di Napoli e uno venuto su altrove: la differenza si vede'.

Nella mattinata di oggi Borriello ha affidato alle agenzie una dichiarazione con la quale fa marcia indietro: 'Sono fortemente rammaricato per come mi sono espresso nei confronti di Roberto Saviano e del suo lavoro di giornalismo d'inchiesta. La mia impulsività nell'esprimermi può aver dato adito a un'interpretazione sbagliata del mio pensiero. Da napoletano che vive lontano dalla sua città sono stanco di sentir parlare sempre di Napoli e dei suoi cittadini nei soliti termini di malaffare, corruzione e camorra. Riflettendo mi sono reso conto che il problema è più grande di me e che determinati argomenti vanno trattati con più cautela e attenzione. Vorrei quindi dare il mio sostegno a Saviano e a tutti coloro che convivono quotidianamente con questa difficile realtà'.

Nell'intervista a GQ spazio anche al calciomercato con Borriello che spera nell'arrivo di Balotelli al Milan: 'capisco i tifosi, ma capisco anche Balotelli. Contro il Barcellona ha fatto un brutto gesto, però è difficile stare sereni a 18 anni quando tutti i giornali parlano di te e hai lo spogliatoio contro. La nostra è una società forte e troverebbe compagni disposti ad aiutarlo, mica gente che lo prende a calci nel sedere'.

Insomma, l'escluso dalla Nazionale di Marcello Lippi si allinea in tutto e per tutto al suo presidente Berlusconi: chissà se il premier lo ascolterà e deciderà di buttarsi a capofitto sull'affaire Balotelli.

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