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Maradona, arriva il film

Ci sono persone che una vita normale proprio non possono viverla. Sono condannati dal loro immenso talento a fare cose straordinarie, nel bene e nel male.
E' il caso di Diego Armando Maradona, genio e sregolatezza, capace di tutto e del contrario di tutto. Senza compromessi.
"Maradona è una persona fuori dal comune che non ha mai fatto male a nessuno se non a se stesso". Così lo dipinge Marco Risi, regista italiano che ha deciso di dedicare al campione dei campioni un film autobiografico che uscirà il 30 marzo prossimo nelle sale italiane. Il titolo? "Mano de D10s (guarda la gallery).

Diego in realtà il film non lo ha ancora visto e non si sa se deciderà di vederlo.
Quando gli fu data la notizia, il numero 10 argentino ha risposto che sarebbe stata Claudia, l’ex-moglie, a valutare la sceneggiatura e a dire l’ultima parola.
Lui, almeno per il momento, ad una pellicola sulla sua turbolenta vita non voleva dargli troppa importanza.
"Ci siamo incontrati solo una volta, per sei ore, e del film quasi non abbiamo parlato", ha detto il regista. "Mi ricordo che mi disse: "se fossi vestito con uno smoking candido e mi arrivasse addosso una palla sporca di fango la stopperei di petto e poi non potrei fare a meno di continuare a palleggiare".

Eppure la sceneggiatura del film non è stata affatta facile, condizionata da "lacci e paletti" imposti dalla ex-moglie di Diego e dalla figlia del campione. "Ho rispettato solo alcune variazioni, non tutte", ha detto Risi. "Ho evitato di inserire nella pellicola una scena, realmente accaduta, in cui la figlia di due anni bussava insistentemente alla porta del bagno dove il padre si era chiuso". Per sniffare la coca.

Il rapporto distruttivo fra Maradona e la cocaina è molto presente nel film. "Certo, Maradona tirava, ma almeno non aveva incarichi di governo. Quello che deve essere chiaro è che il mio intento non è mai stato quello di fare un film cattivo anche perchè Diego è una persona che non perde la sua voglia di combattere le ingiustizie".

Il campione che ha conquistato Napoli è interpretato da Marco Leonardi, che ha fortemente voluto quel ruolo: "Diego è un amico di tutti, un leader nato, uno che non ha mai esitato a fare denunce, a un certo punto nel film lo sentiamo parlare di un calcio poco pulito, e se vediamo quello che è successo 15 anni dopo nel nostro Paese...".

Chiusura sull'immagine della "mano de Dios" che fa da copertina al film: "E' stato un fatto artistico, un tocco alla Picasso, il gesto di uno scugnizzo. Rubare agli inglesi, in quel momento, per lui, non era reato, li vedeva come ladri per la guerra nelle Falkland".

L'ultima partita mondiale di Diego


La "mano de Dios"


Semplicemente... Maradona

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