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Lontano da lei - la recensione di Excite

Fiona e Grant sono sposati da 40 anni, il loro matrimonio non dev'essere stato sempre roseo, ma ha resistito alle tante avversità della vita, all'infedeltà di Grant e ora si prepara all'ultima battaglia: l'oblio della memoria di Fiona che l'Alzheimer le sta portando via.

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"Non avevamo niente che ci tenesse uniti, ma non mi hai mai abbandonato" è la frase chiave del film, che una Fiona dapprima risoluta, poi sempre più confusa tra le nebbie del ricordo, ripeterà a Grant anche quando solo l'istinto potrà dirle che quello che ha davanti "è un uomo buono".

E' un ritratto malinconico della vecchiaia quello che ci offre l'esordiente Sarah Polley, una discesa agli inferi della malattia tratteggiato con singolare leggerezza, in cui la tensione emotiva più dolorosa è tuttavia mitigata da un inaspettato umorismo.

A rendere indimentimenticabile Fiona riesce egregiamente Julie Christie, stella del cinema internazionale degli anni '60-'70, già premiata con un Oscar nel 1967 per il film Darling, con alle spalle una seconda candidatura per Afterglow nel 1997.

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A dimostrazione di come il suo impegno e le sue capacità non siano diminuite nel tempo, Julie Christie ha ottenuto, proprio con questo film, un Golden Globe come miglior attrice e, a 41 anni di distanza dalla prima, la sua terza nomination agli Oscar.

Tratto dal racconto di successo di Alice Munro, Lontano da lei (nominato agli Oscar anche per la miglior sceneggiatura non originale) è sicuramente uno dei migliori esordi dell'anno firmato dalla 28enne canadese Sarah Polley.

Distribuito in Italia dalla Videa-CDE il film uscirà nelle sale il prossimo 15 febbraio

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