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Lo Hobbit: malessere del pubblico all'anteprima mondiale

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Per "Lo Hobbit", il regista Peter Jacksonsi è voluto spingere oltre ogni limite, a cominciare da quelli strettamente tecnici: ha deciso così di utilizzare per la prima volta nella storia telecamere in 3D High Frame Rate, ovvero a 48 frame al secondo anziché i tradizionali 24, perché come lui stesso ha dichiarato “è paragonabile al passaggio dal vinile al CD”. Quella che viene indicata come la tecnologia del futuro (si dice che anche Cameron la userà per i due sequel di Avatar), secondo l’azienda alla quale si è rivolto Jackson, la RealD, dovrebbe infatti garantire una qualità delle immagini superiore, riuscendo contemporaneamente a ridurre l’affaticamento della vista e ad esaltare il realismo delle scene.

Non sembrano però dello stesso parere i fan intervenuti in massa alla prima mondiale del film tenutasi a Wellington, in Nuova Zelanda, lo scorso 28 novembre: alcuni infatti hanno sofferto di capogiri e vertigini, a causa della eccessiva quantità di informazioni cui i loro occhi dovevano far fronte. Sembra infatti che l’innovativa tecnica di ripresa esalti le esplosioni ed i paesaggi, dando addirittura una nuova “conformazione” alla Terra di Mezzo, ma sia troppo dettagliata per i primi piani, causando cosi all’uscita dalla sala qualche malessere non desiderato.

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Per fortuna il problema dovrebbe essere relativo alle poche sale al mondo attrezzate per il 3D di nuova generazione: il film è stato infatti realizzato anche nelle più classiche versioni 2D, 3D e 3D IMAX ai più convenzionali 24 frame al secondo. Se non altro, Jackson potrà consolarsi con la caparbietà degli appassionati della saga di Tolkien: nonostante i capogiri, tutti hanno dichiarato che comunque non vedono l’ora di rivederlo…

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