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L’industriale: il film che racconta la nostra attualità economica

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Solitamente i film italiani puntano sui sentimenti, sui valori come la famiglia, il rispetto, quelli su cui si fondano le nostre vite tipicamente…italiane. Questa volta a fare da padrone in un film italiano, non è solo l’unione familiare, fulcro attorno a cui gira il film e punto d’inizio della vicenda, ma arrivano a smuovere gli animi calmi, la carriera, il denaro, il lavoro che porteranno i protagonisti a disfare la loro unione sentimentale.

Il mix di emozioni e di vicende pratiche si incontrano in “L’industriale”, l’ultimo film di Giuliano Montando, già direttore di pellicole come “Sacco e Vanzetti”, “Gli intoccabili”, “Giordano Bruno”, che, questa volta, ha deciso di dare al suo lavoro un tocco più tetro, verosimile e di descrivere, con interiori rimandi all’attualità, la vita di un uomo medio che vive il periodo della crisi economica.

La storia è quella di Nicola Ranieri (Pierfrancesco Favino), un imprenditore di Torino di quarant’anni che dirige un’azienda ricevuta in eredità dal padre, ma che non naviga nell’oro, anzi è sull’orlo del fallimento. Nicola cerca di risollevarne le sorti, affidandole ad una join venture con una compagnia tedesca, che non si rivelerà l’aiuto giusto. L’imprenditore, per orgoglio, rifiuta anche un prestito offerto dalla suocera. Tutto sembra andare a rotoli per Nicola, compreso il matrimonio con sua moglie Laura (Carolina Crescentini). Sospetta un tradimento da parte della donna, per cui comincia a seguirla insistentemente, ma non si rivelerà una buona mossa. Dopo le varie vicende succedutesi, Laura chiede la separazione e Nicola si trova di fronte ad un baratro.

Il ruolo del protagonista è affidato a Pierfrancesco Favino che, con il suo sguardo fosco riesce a dare un’interpretazione alquanto interessante e che si amalgama perfettamente alla fotografia penetrante e cupa e ad una grigia Torino, grigia quanto gli animi e le tasche degli imprenditori italiani come Nicola, che sono costretti a fare i conti con la bestia economica: la crisi. Un ruolo più di spessore, rispetto ad alcuni dei suoi precedenti lavori, quello affidato a Carolina Crescentini che, con questa interpretazione, dimostra di essere maturata, sia nell’età che nel suo lavoro da attrice.

“Siamo colpiti al livello delle tasche, ma anche della nostra emotività. La crisi influisce su quello che puoi permetterti di sentire”, asserisce Favino che delinea perfettamente il profilo di chi ha visto momenti migliori dal punto di vista economico e lavorativo. Il film, anche se girato qualche tempo fa, è attualissimo e intonato con la realtà che stiamo vivendo. “Sarei felice se Monti e Passera lo andassero a vedere - dice Andrea Purgatori, che con il regista Montaldo ha scritto il film-. Forse chi ci guida potrebbe ricavare suggestioni da una storia che rappresenta la situazione del nostro Paese con un’ottica più ampia di quella che si può avere stando dentro le stanze di Palazzo Chigi”.

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