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Leone d'oro per Lasseter e la Pixar

Al principio fu Walt Disney, colui capace di trasformare i sogni dei bambini in realtà. Ad oggi il testimone è passato nelle mani di John Alan Lasseter, colonna portante della casa d'animazione Pixar, che ieri ha ricevuto, insieme alla sua squadra di registi, il Leone d'oroalla Carriera in occasione del Festival di Venezia.

"Quando Marco Muller me lo ha comunicato, sono andato a leggere l'elenco dei vincitori del passato e ho pensato 'oddio, stavolta hanno proprio scelto il tipo sbagliato'" ha dichiarato Lasseter, regista di capolavori quali "Toy Story" e "Cars", e dal 2005 direttore creativo della Pixar e dei Walt Disney Studios.

A consegnare il premio a Lasseter e ai registi Andrew Stanton, Brad Bird, Pete Docter e Lee Unkrich, è stato un cineasta che ha fatto scuola, George Lucas, al quale in principio apparteneva la Pixar. Quest'ultima poi è passata nelle mani di Steve Jobs, genio della Apple, che ne ha permesso poi la fusione con la major di Topolino e co.

"Con la forza del proprio talento e della propria libertà creativa, successo dopo successo, la Pixar ha costruito un impero" ha dichiarato Lucas durante la cerimonia. "Questo riconoscimento ve lo meritate, - ha aggiunto - avete raccolto i maggiori talenti del settore dalle terre di nessuno di Hollywood, e siete arrivati al top". Alla premiazione sono seguiti alcuni minuti in anteprima di "Toy Story 3", "La principessa e il ranocchio" (in arrivo da noi a Natale) fino al nuovo lungometraggio "Up", presentato stamane in italiano.

Essere considerato un genio dell'animazione moderna non interessa a Lasseter, il cui motto è "per ogni sorriso una lacrima": "La tecnologia - spiega - non crea i film. Le persone lo fanno. Non sei un animatore solo perchè sai muovere un oggetto dal punto A al punto B. Sei qualcuno che dà vita ad un personaggio: un qualcosa - conclude - che i software e la tecnologia non possono fare".

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