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Ledger rivive con il "Parnassus" di Gilliam

 di Marta Marrucco

Una pellicola brillante e visionaria, ma anche un omaggio ad Heath Ledger, giovane attore protagonista scomparso durante le riprese: Terry Gilliam ha colpito nel segno con "Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo", attesa opera dell'ex Monty Python presentata in anteprima al Festival di Roma.

La storia è a cavallo tra il passato e il presente, ambientata in una Londra nella quale si accavallano pub affollati e il malandato carrozzone del protagonista, il dottor Parnassus, interpretato dal magnifico Christopher Plummer. Quest'ultimo ha stretto un patto col diavolo, alias Tom Waits, che molti secoli addietro gli aveva donato l'immortalità: in cambio dell'amore di una donna, Parnassus avrebbe dovuto consegnare al maligno la loro figlia Valentina (la modella Lily Cole) quando la ragazza avrebbe compiuto 16 anni.

Fra le strade della capitale inglese si imbattono in Tony (Ledger), appeso per il collo ad un ponte e che una volta cosciente non ricorda il proprio passato: Parnassus crede che il giovane sia stato prescelto per salvare sua figlia dal tragico destino che la attende.

Vedere ancora una volta Ledger sul grande schermo è emozionante, ma al contempo infonde malinconia: dalla bravura in questa postuma interpretazione ci si accorge che l'affascinante australiano era uno dei migliori giovani talenti in circolazione e che probabilmente era destinato a diventare un grande nome a Hollywood.

Nelle immagini ritroviamo il sorriso sornione, lo sguardo furbo e la voce profonda che lo avevano fatto amare dal pubblico: a sostituirlo nelle scene incomplete sono stati gli amici Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell, usando nella trama l'escamotage di un magico specchio, di proprietà di Parnassus, in grado di mostrare mondi immaginari e che comporta cambiamenti somatici per chi lo attraversa.

"Heath era una persona straordinaria, un grande attore e un amico” ha dichiarato Gillian in conferenza stampa, accompagnato dall’algida Lily Cole. “Era un ragazzo vitale e dallo spiccato senso dell’umorismo. Non abbiamo cambiato nulla del copione originale dopo la sua morte, tranne l’effetto dello specchio sull’aspetto del suo personaggio”. A proposito dello specchio, il cineasta spiega: “Rappresenta il cinema, l’effetto dell’arte che ci distoglie dalla realtà e i cui effetti sono una continua sorpresa”.

Sebbene dal tono di voce si evinca una profonda tristezza , Gillian ricorda Ledger con un sorriso sulle labbra: “Sarebbe diventato un grande regista, sul set era molto curioso, faceva domande in continuazione e apportava spesso un suo contributo. E soprattutto era entusiasta del ruolo di Tony, era giusto completare il film in sua memoria”. Il regista ha voluto che Tony venisse impersonato solo dagli amici più stretti di Heath, tanto che rifiutò la proposta di Tom Cruise, offertosi per la parte.

E sebbene Gilliam abbia ribadito che lo script non è stato modificato dopo la tragica morte dell’attore, avvenuta nel gennaio del 2008 a causa di un mix letale di farmaci, una battuta pronunciata da Johnny Depp, riguardo le celebrità scomparse, sembra pronunciata apposta per lui: “Queste persone ormai sono delle divinità, non invecchieranno mai”.

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