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L'anima horror-rock di "Dorian Gray"

Il fascino del romanzo "Il ritratto di Dorian Gray", il maggior successo letterario di Oscar Wilde, sembra essere immortale: il regista inglese Oliver Parker lo riporta sul grande schermo con la pellicola "Dorian Gray", da oggi nelle sale italiane.

La storia è nota a tutti: nella Londra Vittoriana Dorian Gray è un giovane di bell'aspetto che conuquista chiunque incontri e il pittore Basil Hallward, che ne subisce il fascino, lo ritrae in uno splendido quadro. Il rapporto fra Dorian e l'artista è minato da Lord Henry Wotton, uomo ricco e cinico che porterà il protagonista sulla cattiva strada. Il giovane infatti stringerà una sorta di patto col diavolo: il suo aspetto resterà immutato mentre il ritratto, nascosto in soffitta, porterà li segno delle pervesioni e nefandezze del ragazzo.

Protagonista del film è Ben Barnes, ventinovenne inglese conosciuto in "Le cronache di Narnja-Il principe Caspian" e "Un matrimonio all'inglese". Accanto a lui ritroviamo il bravissimo Colin Firth nel ruolo di Henry Wotton, che si dimostra convincente anche nei panni nel cattivo. Il resto del cast, in stile "british", è formato da Rebecca Hall ("Vicky Cristina Barcelona"), Ben Chaplin, Rachel Hurd-Wood e Caroline Goodall.

Rispetto alle altre versioni cinematografiche e televisive (che sono ben 11), quella di Oliver Parker contiene una vena più moderna e soprattutto horror: "Dorian è ciò che vorrei essere" scrisse Wilde in una lettera nel 1894, mostrando quanto il romanzo contenesse elementi autobiografici dello scrittore. E il Gray dei nostri giorni? "E' Mick Jagger," risponde Parker al mensile Ciak "stella del rock in un'epoca in cui bellezza e potere ti consentono di essere anche al di sopra della legge".

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