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"La teta asustada": il Perù trionfa al Festival di Berlino

La 59esima edizione del Festival cinematografico di Berlino si è concluso con la vittoria di una pellicola peruviana: "La teta asustada" della 32enne Claudia Llosa si è aggiudicato l’Orso d'Oro come il miglior film.

"Questo è per il Perù" ha detto commossa la regista, il cui film (il primo ed unico peruviano nella storia del festival) racconta la forte storia di Fausta, una donna che sopravvive ai vent'anni di guerriglia e terrorismo che devastarono il paese sudamericano dal 1980 al 2000. Il titolo inglese, “The Milk of Sorrow” (il latte del dolore), si riferisce ad una malattia trasmessa dal latte materno che tocca solo le donne maltrattate o violentate durante quel buio periodo della storia peruviana ormai lontano, ma del quale la protagonista porterà una dolorosa cicatrice per sempre.

La giuria guidata da Tilda Swinton ha poi assegnato il Gran Premio della giuria ex aequo a “Alle Anderen” (Everyone else) di Maren Ade e al “Gigante” di Adrián Biniez. L’Orso d'argento come migliore attore e migliore attrice sono andati rispettivamente a Sotigui Kouyate per la sua interpretazione in "London River" (in cui interpreta un padre alla ricerca del figlio dopo gli attentati di Londra del luglio 2005) 
 e all'austriaca Birgit Minichmayr, che nel film drammatico "Everyone Else" è una donna impegnata in una problematica relazione.

L'iraniano Asghar Farhadi, infine, si è aggiudicato il premio come miglior regista con il film drammatico "About Elly", dramma psicologico incentrato sulla misteriosa scomparsa di una donna durante un weekend con gli amici.

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