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La storia di Salvatore Crisafulli e la disperazione del fratello

Pietro Crisafulli è il fratello di Salvatore, paraplegico catanese di 45 anni uscito cinque anni fa da uno stato vegetativo persistente. Salvatore è paralizzato dal 2003 e in questi anni il fratello Pietro si è sempre preso cura di lui. Un anno fa, quando è scoppiato il caso di Eluana Englaro, la famiglia di Salvatore ha chiesto al padre di Eluana di fermarsi. E solo qualche mese fà Pietro ha fondato l'associazione Sicilia Risvegli.

Adesso però le cose sono cambiate. E' stata fissata la data in cui in Belgio, in una clinica vicino a Bruxelles, a Salvatore verrà praticata una iniezione letale. Sarà il 9 febbraio, un anno esatto dalla morte di Eluana. Come si legge su La Repubblica, Pietro ha spiegato: 'L'eutanasia per mio fratello è ormai una scelta obbligata. Tutti lo hanno abbandonato al suo destino e noi non possiamo più aiutarlo. Da sette anni aspettiamo inutilmente un piano personalizzato di assistenza ospedaliera a domicilio e ora, dopo che anche mio fratello Marcello è rimasto a sua volta immobilizzato da un grave incidente stradale, non ce la facciamo più ad assistere Salvatore da soli'.

Pietro sente di aver perso la sua battaglia con la vita. 'Domenica - ha spiegato ancora - partirò con lui in camper per il Belgio, una nazione che non è ipocrita come la nostra, dove Salvatore avrà una morte dignitosa: non morirà di fame e di sete ma si addormenterà per sempre con una iniezione. In Italia invece l'eutanasia non c'è ma le persone non vengono assistite dignitosamente dal servizio sanitario e così sono ridotte comunque a cadaveri'.

Dopo aver ascoltato queste parole piene di rabbia e sofferenza, il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Sistema Sanitario nazionale Ignazio Marino ha annunciato di aver avviato un'istruttoria sul caso, disponendo un'ispezione dei Nas per verificare le condizioni di assistenza del disabile. Marino, convinto sostenitore della opportunità di una legge sul testamento biologico, ha però affermato di essere contrario alla decisione di Pietro Crisafulli e ha detto: 'Mi chiedo se sia stato effettivamente lui a comunicare tale scelta o se non sia frutto solo della disperazione ed esasperazione della famiglia per l'assenza di assistenza. Ho sempre affermato il diritto di autodeterminazione ma credo che se la morte è decisa da qualcun altro non si possa chiamare eutanasia ma piuttosto omicidio'.

Alle parole di Marino ha subito replicato Pietro Crisafulli: 'Chiacchiere inutili. Perché Marino non è intervenuto prima? Sono anni che vivo di speranze e parole. Ho incorniciato la lettera che mi scrisse Silvio Berlusconi chiedendomi di resistere. Il presidente della Regione Raffaele Lombardo venne a casa, disse che si sarebbe occupato personalmente del nostro caso. Dopo 5 mesi arrivò l'assistente che per due ore al giorno si occupava di mio fratello. E nelle altre 22 ore chi ci doveva pensarci?'.

Foto: youtube.com

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