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"La scoperta dell'alba" al Festival di Roma: rivelazione Nicchiarelli, la recensione

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“La scoperta dell’alba” è un viaggio vorticoso e travagliato all’interno di emozioni intime, in bilico nei meandri di un passato misterioso che continua a persistere in un presente doloroso ricco di scetticismi e rimpianti, quelli di Caterina, una donna che, a distanza di trent’anni, vuole fare luce sulla misteriosa scomparsa di suo padre avvenuta nel 1981.

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Siamo in un’era importante per la storia italiana, quella degli anni di piombo, del terrorismo disseminato dalle Brigate Rosse. Caterina, da un giorno all’altro, rimane sola con la sua sorellina minore e sua madre. Non vede più tornare a casa il papà, professore universitario affermato. Il tutto accade dopo l’uccisione in pubblico del suo carissimo amico preside Lucio, per mano delle Br nell’androne dell’Università. Da quel giorno passano trent’anni e Caterina continua a confrontarsi con se stessa e quella che è la dolenza derivante dall’amara realtà della sua vita. Un giorno si ritrova nella casa d’infanzia al mare, di fronte al telefono di casa. Prova a vedere se c’è linea. Il telefono non le permette di comunicare con alcun numero tranne che con quello della sua casa vecchia a Roma. Dall’altro capo del telefono risponde una bambina. E’ la stessa Caterina da bambina. Parte, a questo punto, un film che ci strappa il cuore, ci riattiva la mente, il nostro senso della logica e ci fa fare i conti con il nostro io, i nostri comportamenti, i nostri pensieri.

La logica della telefonata che porta indietro nel tempo è stata studiata alla perfezione dalla regista Susanna Nicchiarelli, già direttrice del suo primo lungometraggio, Cosmonauta. A proposito de “La scoperta dell’alba” dice: “Ho cercato di lavorare sulle emozioni, ho messo la paura. Ci ho messo anche quel senso del rapporto che si aveva in quel periodo storico con la tv. Io ricordo gli elicotteri., immagini visive ma anche sonore”. Protagonisti di questa brillante pellicola, Sergio Rubini, che interpreta il ruolo del fidanzato di Caterina da grande (Margherita Buy), e la stessa Susanna Nicchiarelli, nel ruolo della sorella minore di Caterina.

La regista racconta non solo il terrore che deriva da episodi noti della nostra storia italiana, ma racconta dei rapporti intimi, familiari, diversi che il cinema di oggi in Italia, ancora non è riuscito ad esprimere o interpretare al meglio in una pellicola: “Mi interessava lavorare su una donna senza figli (Caterina fidanzata con Lorenzo, interpretato da Sergio Rubini, ndr), raramente questo si vede al cinema e volevo che questa coppia entrasse in crisi e tornasse insieme non per un figlio ma perché si amassero e basta. Lavorare su una coppia anomale dal punto di vista cinematografico, ma reale”.

Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Walter Veltroni. A proposito dell’adattamento cinematografico del lavoro editoriale, la regista continua: “Ho cambiato la protagonista in una bambina, innanzitutto. Il libro si svolge molto al telefono, come se fosse un dialogo interiore, ma telefonico. La vicenda nel presente del protagonista era una vicenda molto triste e malinconica. Aveva un rapporto di incomunicabilità con la moglie, una bambina down, era troppo triste per il film. Nonostante fosse bella, io però avevo bisogno di un pò di leggerezza”.

Sulla sua opera seconda presentata nella sezione Prospettive Italia al Festival Internazionale del film di Roma 2012, la Nicchiarelli continua: “Una delle cose affascinanti che può fare il cinema è ricostruire delle epoche che non ci sono più. Avere il privilegio di vedere i personaggi nello stesso luogo, prima e dopo. Secondo me il cinema ha questa potenzialità, può dare al pubblico degli spunti di riflessione”.

“La scoperta dell’alba” è un film ricco di dettagli quasi ineccepibili che fanno la differenza. La Nicchiarelli dà l’impressione, in alcune scene toccanti, di smorzare i toni tragici che stanno prendendo forma, con alcune canzoni abbastanza allegre e ritmate come “Video killed the radio star” ed è il contrasto tragico e sonoro che fa di questo film una pietra miliare del nuovo che avanza.

I contrasti tra il passato e il presente, tra l’età adulta e quella giovane, tra il dubbio e la certezza, sono i topic che la Nicchiarelli è riuscita a dosare, mescolare ed equilibrare in modo perfetto per portare sul grande schermo un prodotto fresco, completo di cui il cinema italiano ha bisogno.

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