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La Lega: "Il cinema italiano è romanocentrico"

Il cinema italiano è romanocentrico: è definito tale dalla Lega, che vuole invertire la tendenza - seppur tradizionale ma ormai sorpassata - secondo la quale la settima è diventata un affare ristretto riservato alla città di Roma, che esprime il maggior numero di autori e artisti.

"Sebbene vada riconosciuto alla Capitale il merito di aver espresso in passato un patrimonio culturale importante nella formazione di un'identità nazionale condivisa" - dichiarano i senatori del Carroccio, Irene Aderenti, Rossana Boldi e Luciano Cagnin - abbiamo presentato una proposta di legge affinchè si modifichi la gestione fortemente politicizzata dei fondi destinati al cinema, che ha relegato in un angolo folkloristico le ragioni e le tradizioni culturali del Nord".

"Il cinema italiano - sottolinea Aderenti - è diventato un'industria con forti riferimenti al territorio della Capitale, salvo alcune significative eccezioni (Piemonte e Friuli), non in grado di uscire da una dimensione che pur centralizzata, appare fortemente provinciale".

La riforma del fondo per lo spettacolo proposta della Lega prevede una distribuzione per l'80% alle regioni e il restante 20% gestito dalla Commissione per il mantenimento di opere prime e seconde di interesse culturale nazionale. Inoltre si introdurrebbe la stabilizzazione degli incentivi fiscali quali il tax credit e tax shelter per i privati che vogliono partecipare alla produzione della cultura in qualità di soggetti paritari.

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