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La Disney accusata di razzismo

Nella nuova "era di Obama", non c'è dubbio che la Disney fosse in buona fede quando ha deciso i proragonisti de "La principessa e il ranocchio" sarebbero stati una eroina di colore ed un principe bianco. Ma il segnale di integrazione è stato interpretato dai più come un attacco razziale.

Intellettuali e giornalisti di colore hanno fatto sentire la propria voce, a cominciare da Angela Helm di Black Voices: "Oggi è un nero a ricoprire la massima carica dello stato ma la Disney, evidentemente, pensa ancora che un nero non meriti il titolo di principe". Le fa eco, come riporta Il Corriere della Sera, l'editrice musicale nera Jennifer Daniels: "Dov’è finita la parità razziale? Questa storia di una ragazza di colore che sposa la grande speranza bianca nel profondo sud nell’epoca che precedette i diritti civili è offensiva".

"Il principe e il ranocchio", ambientato a New Orleans negli anni '20, racconta la storia d'amore della tanto criticata coppia multietnica: lui viene trasformato in ranocchio dal cattivo di turno, il dottor Facilier; lei lo bacia per spezzare l'incantesimo ma ne resta vittima, tramutandosi a sua volta in una rana. Gli innamorati riusciranno ad ottenere di nuovo le vere sembianze grazie all'aiuto di Louise, un coccodrillo che suona la tromba, e di una sacerdotessa anti-vodoo.

Sommersa dalle critiche, la Disney ha cercato di far valere le sue reali intenzioni: "Il colore della pelle della protagonista inaugura una nuova linea cinematografica nella nostra più grande tradizione. Personaggi e vicende saranno trattati con il massimo rispetto e la massima sensibilità". Ma, trovatasi con le spalle al muro, la casa di produzione ha effettuato qualche cambiamento: la fanciulla in un primo momento era Maddy, poi è diventata Tiana per evitare collegamenti con la schiava Mamy di "Via col vento"; il principe non è più Harry (come quello d'Inghilterra) ma Naveen, la cui pelle è stata resa più olivastra.

"La principessa e il ranocchio" vanta un'ottima sceneggiatura, tratta dal libro "Il principe ranocchio" di E.D. Baker; anche i registi, John Musker e Ron Clements (autori de "La sirenetta" e "Aladdin") sono una garanzia. Riuscirà ad ottenere successo al botteghino dopo la marea di critiche già ricevute?

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