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La bottega dei suicidi: il film ritirato di Patrice Leconte sarà in sala per le feste

  • Locandina Ufficiale

Un cartone animato vietato ai bambini di 18 anni? Un caso strano, ma neppure isolato, se non fosse che La bottega dei suicidi di Patrice Leconte è stato pensato proprio per il pubblico dei più piccoli. Eppure, l'ironia e la leggerezza con il quale il regista francese ha trattato il tema non è stata colta, anzi, e la pellicola in Italia ha ricevuto lo stop della Commissione di Revisione Cinematografica. Dopo la minaccia del distributore italiano, Sandro Parenzo della Videa, di ritirare il cartoon dalle sale, il divieto è stato revocato, ma la vicenda è diventata un vero e proprio caso, nazionale e internazionale.

La Bottega dei suicidi: trailer italiano

"Facendo il film ho pensato continuamente alla mia nipotina. Volevo far qualcosa che potesse vedere e apprezzare", ha dichiarato Leconte alla stampa italiana, aggiungendo che "in Francia non è stato vietato, nemmeno in Belgio. In Spagna uscirà tra poco e poi è stato venduto in Svizzera, in Grecia, in Polonia, Giappone e Russia, da nessun'altra parte ci sono stati problemi" e definendo il divieto "ridicolo" e "una beffa senza senso". Altrettanto duro Parenzo, che ha parlato di un "film delizioso, di un autore affermato, un investimento notevole" e che poi, per l'appunto, ha minacciato di ritirare la pellicola delle sale, affermando: "In questo paese ho dovuto assistere a un pomeriggio domenicale in tv con Barbara D'Urso che intervistava una persona che spiegava come aveva strangolato la nipote, senza che nessuno si scandalizzasse e alle tre del pomeriggio. Questo film invece ha il divieto ai 18 anni".

Fortunatamente tutto si è risolto per il meglio, ma resta comunque il fatto che la Commissione di Revisione Cinematografica ha bocciato inizialmente la pellicola perché tratterebbe il suicidio con "estrema leggerezza e facilità di esecuzione, come se fosse un atto ordinario o un servizio da vendere al dettaglio creando il pericolo concreto di atti emulativi da parte di un pubblico più giovane", senza rendersi minimamente conto, invece, che "il messaggio del film è che la vita è bella", come ha dichiarato amareggiato Leconte.

E in effetti, La bottega dei suicidi, fuori concorso all'ultimo Festival di Cannes e premiato e venduto in numerosi Paesi del mondo, è un potente e ironico inno alla vita. La storia racconta infatti di un una "città grigia, dove il sole non splende più", i giorni sono tutti uguali e le persone sono così tristi e rassegnate da vedere nel suicidio l'unico sollievo per la propria esistenza. Un'esigenza che per la famiglia Tuvache - titolare della bottega del titolo - diventa un business senza precedenti. A un certo punto, però, la nascita del piccolo Alan, ovviamente pieno di vita e di gioia, cambia tutto e rischia - o forse sarebbe meglio dire promette - di dare una svolta alla grigia realtà della città dei suicidi...

Girato in 3D e sotto forma di musical, La bottega dei suicidi conta oltre che su una trama geniale e un umorismo nero di rara intelligenza, anche sull'indiscussa bravura di Patrice Leconte e su una sceneggiatura che segue con accuratezza la trama dell'omonimo libro di Jean Teulé. Il film, alla fine, arriverà in sala il 28 dicembre e per chi non si ferma alle apparenze, il consiglio è di andarlo a vedere, perché "il concetto tetro del suicidio è affrontato in maniera palesemente ironica, ribaltandone il significato, e trasformandolo in portatore di un messaggio di ottimismo, unico antidoto possibile alla crisi economica che la nostra generazione sta attraversando".

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