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Kim Ki-Duk shocka Venezia: Pietà!

  • Ufficio stampa Festival

Applauditissimo ieri sera alla proiezione in anteprima per la stampa, Pietà di Kim Ki-Duk racconta la storia di un esattore cinico che lavora nel quartiere povero di Seoul per conto degli usurai e porta, con estrema ferocia, il dolore nelle vite di moltissime persone. Ma la sua vita è destinata a cambiare quando incontra l'unica donna capace d'intenerirlo. Scoprirà che è sua madre.

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Interpretato da Cho Min Soo e Lee Jung Jin, Pietà, in concorso a Venezia 69, si concentra sul capitalismo estremo e sui suoi effetti sull'umanità. Il titolo trae chiara ispirazione al capolavoro di Michelangelo, che ha colpito l'autore coreano durante il suo viaggio nella capitale, e diventa il fil rouge narrativo.

Per il regista, uno dei cineasti considerati più complessi al mondo, il film rappresenta una nuova partenza dopo l'incidente accaduto sul set di Dream nel 2008, quando assisté impotente alla morte di un'attrice. Da allora Kim Ki-Duk si era ritirato dalla scena per dedicarsi alla contemplazione ed era tornato con due progetti piccoli e personali, gli strazianti Arirang e Amen, che però non avevano riscosso un'ottima accoglienza.

Anche Pietà è un'opera intimista e non mancano diversi riferimenti autobiografici del regista: Kim Ki-Duk ha dichiarato di aver vissuto e lavorato come operaio a Cheonggyecheon, il quartiere di Seoul in cui è ambientato il film. Ma non solo. Il dramma che l'autore porta sul grande schermo è frutto della sua riflessione sulla perdita dell'essenza e dei veri valori umani. Al di là di una determinata fede religiosa.

Il film, preannunciato come un manifesto shock contro l'ossessione del denaro per i toni tragici e raggelanti, sarà distribuito da Good Films nelle sale italiane dal 14 settembre.

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