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Israele esorcizza i kamikaze con un film

A più di un anno dall'ultimo attentato kamikaze, Israele si permette di ironizzare su quella che fino a qualche tempo fa era una minaccia quotidiana e costante sulla propria vita: i kamikaze. L'idea è venuta al regista Atar Ofek che nel suo film Bomba che ticchetta (che in gergo locale significa "ragazza molto appariscente"), ne ha per tutti: arabi suicidi e militari israeliani. Il pubblico ha accolto molto positivamente la pellicola martedì scorso alla Cinemateca di Tel Aviv in cui è avvenuta la proie zione; pacifisti e nazionalisti, arabi ed ebrei, hanno applaudito grazie al tono bonario e intelligente della satira messa in scena.

La storia è quella di una giovane ragazza palestinese che deve far saltare in aria un autobus di Tel Aviv, i cui posti di blocco sono presidiati da militari ottusi fino alla cecità. Inoltre per la giovane c'è in agguato un Cupido che la farà cadere nelle braccia di un giovane ebreo, perdutamente invaghitosi di lei. A dir poco esilarante la scena in cui la palestinese votata al martirio si impappina di fronte alla telecamera che la riprende prima di partire in missione e manda su tutte le furie i mandanti dell'attentato.

Per produrre il film, Ofek ha ricevuto il sostegno degli enti pubblici israeliani. Ad opera completata sono però iniziati i problemi: infatti, accampando ragioni diverse, i festival del cinema di Gerusalemme e di Haifa non lo hanno voluto. La televisione commerciale "Canale 2" non esclude, tuttavia, di mandarlo in onda in futuro.

Intanto il film è stato acquistato dai presenti alla proiezione e sta girando di mano in mano in Israele.

Guarda il trailer del film

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