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Io sono leggenda, il kolossal in anteprima

Vi proponiamo la recensione di Io sono leggenda, diretto da Francis Lawrence e prodotto da Will Smith, nelle sale dal prossimo venerdì 11 gennaio, visto da Excite in anteprima per voi:

(Guarda le foto della presentazione del film)

A New York, e forse su tutto il pianeta, è rimasto solo un uomo: il tenente Robert Neville. Completamente solo, in una metropoli spettrale, Robert cerca la soluzione alla catastrofe che ha colpito l'umanità. Solo tre anni prima la scienza aveva festeggiato una miracolosa scoperta: una cura miracolosa e definitiva contro il cancro, ma in poco tempo quella stessa cura si è trasformata in un potente virus.

(Guarda le immagini tratte dal film)

Con un 90% di mortalità, il virus di Kruppin ha ridotto ciò che resta dei 6 miliardi di abitanti della Terra a ominidi dalla forza e dall'aggressività estreme, pronti a divorare quell'1% di sopravvissuti immuni al virus.

In questi 3 anni Robert non ha smesso di credere che qualcun altro possa essere sopravvissuto, per questo continua, nel suo laboratorio, a cercare la cura che possa guarire i “malati”.

C'è molto di attuale in questo film: la fede nell'illimitato progresso scientifico e la fede in Dio anche quando sembra non ci sia più spazio per sperare. Il film acquista grande spessore proprio perché ognuno di noi percepisce che la distruzione proiettata sullo schermo potrebbe, senza il dovuto controllo etico, diventare realtà.

In conferenza stampa Smith afferma: "Questo film rappresenta due paure primordiali, quella del completo isolamento e quella di presenze minacciose e sconosciute nel buio".

Paura dell'isolamento che Smith ha saputo rendere alla perfezione reggendo su di sé quasi tutto il peso della pellicola in modo magistrale. Per questo ruolo l'attore racconta di essersi preparato a lungo insieme ad un ragazzo che ha vissuto in cella di isolamento per lungo periodo, in carcere. "Mi ha raccontato - prosegue l'attore - di come nel tempo avesse iniziato a dimenticare i nomi anche delle cose più comuni e mi ha spiegato che l'unico modo per rimanere sani di mente in quella situazione così aliena in cui hai solo te stesso è darti dei tempi fissi, una sorta di tabella oraria, e questo concetto è divenuto la base portante del mio personaggio".

Agile la sceneggiatura che con numerosi flashback ci consente di vivere la drammatica fase di evacuazione da New York, ottima la regia che ci restituisce una New York come non l'avevamo mai vista: lunghe vedute dall'alto ci mostrano i viali deserti, altri con le macchine ancora in coda nel disperato tentativo di salvezza, in altre ancora passeggiano indisturbati leoni e tigri. Il silenzio, rotto solo dai monologhi di Neville e dalle urla disumane di quelle creature, permea tutto come una campana creando un senso d'angoscia e uno stato di tensione ininterrotta.

Tratto dall’omonimo romanzo di Matheson Richard, con questa trasposizione cinematografica, il regista Francis Lawrence ci regala un kolossal decisamente riuscito, il cui grande pregio sta nel non voler forzare le emozioni dello spettatore, senza rinunciare ad unire alla perfezione formale tanto, tanto cuore.

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