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"Inception", il genio di Christopher Nolan

 di Marta Marrucco

Un film che è divenuto un caso prima ancora di uscire nelle sale, 'Inception': dopo il capolavoro 'Il cavaliere oscuro', occhi puntati sul nuovo lavoro di Christopher Nolan, che ormai sembra esser entrato di diritto nella trittica dei cineasti con la C maiuscola della nuova generazione con Burton e Tarantino.

La pellicola, uscita venerdì scorso da noi in Italia dopo aver ricavato incassi da capogiro negli Usa, non smentisce il talento del regista, che è riuscito ancora una volta a fondere due tipi di cinema apparentemente inconciliabili: quello d'autore, attravero una sceneggiatura ad incastro perfetta (definita da alcuni complicata ma in realtà godibilissima), e il cinema da blockbuster, con tanta azione ed effetti speciali ricercati.

Un copione che Nolan aveva in mente da dieci anni, studiato in ogni minimo particolare. Questa la trama, ridotta all'osso: Cobb è un ladro di idee, ed è il migliore in quello che fa. Il protagonista, dal passato tormentato, vuole tornare ad un'esistenza normale, essere un buon padre, ma per un motivo inizialmente sconosciuto non può.

L'occasione gli viene fornita dall'industriale Saito, deciso a sconfiggere il nemico Fisher: l'uomo d'affari promette a Cobb la libertà in cambio di una pericolosa, ultima missione. Assoldata una squadra di professionisti, Cobb non dovrà rubare un'idea ma impiantarne una nella mente di Fisher, quella di dividere l'impero costruito dal padre.

Nolan, cineasta che ama circondarsi spesso della medesima squadra di attori, stavolta testa l'alchimia con Leonardo Di Caprio, decisamente riuscita: Di Caprio dimostra ancora una volta il suo talento innato, oscurato per troppi anni in passato dal fenomeno adolescenziale 'post-Titanic', e regala al suo Cobb la giusta drammaticità. Al suo fianco, una banda che funziona come una bomba ad orologeria, in cui è ognuno è indispensabile, una versione priva di ironia degli undici di Clooney in 'Ocean's Eleven'.

Un cast di attori di tutto rispetto, tra cui spicca la degna spalla Joseph Gordon-Levitt (da tenere d'occhio, il ragazzo ha tutte le carte in regola per diventare una star), la delicata Marion Cotillard nel ruolo del tormentato amore di Cobb, ed Ellen Page, che con il faccino furbo e sagace - perfetto per un giovane architetto di sogni - porta a casa un altro ruolo importante da inserire nel curriculum. Anche stavolta Nolan non rinuncia al suo attore feticcio Michael Caine, che porta in scena tutta la sua maestosità malgrado il piccolo ruolo.

Dunque, un altro punto a segno per Nolan, che da quando nel 2000 conquistò la fama di 'infant prodige' con il suo 'Memento', non ha sbagliato un colpo negli ultimi dieci anni, realizzando pellicole originali che cercano di esplorare il lato oscuro dell'essere umano, puntando spesso sul tema del doppio, tra ciò che appare e ciò che è veramente. Al cineasta, va detto, va anche anche il merito di aver ricostruito da zero la saga dedicata all'uomo pipistrello, trasformando l'eroe in un uomo con pregi e debolezze.

'Inception', tradotto in italiano con 'innesto', merita la fama che lo precede, un film che va rivisto più volte per apprezzarne ogni piccola sfumatura, con un finale che lascia il pubblico incollato alla sedia. Al di là dell'euforia del momento, non si può prevedere se resterà nella storia del cinema o se Di Caprio sarà snobbato per l'ennesima volta dall'Academy: ma se un film va giudicato in base alla storia, alla recitazione e all'aspetto grafico, su 'Inception' meglio che anche i più incontentabili alzino le mani.

Foto da YouTube

Guarda il trailer di 'Inception'

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