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In amore niente regole - l'anteprima di Excite

Dopo avervi anticipato qualcosa di In amore niente regole, è finalmente giunto il momento di parlare del film.

Guarda la prima e la seconda gallery di In amore niente regole

Alla sua terza regia George Clooney torna a parlare del tema a lui più caro: la libertà di espressione e torna a scagliarsi, forse meno violentemente ma in modo altrettanto efficace, contro i falsi miti americani ed il sistema dei mass media basato sulla menzogna.

Con Leatherheads (impossibile dopo aver visto il film continuare a chiamarlo In amore niente regole) prosegue il discorso portato avanti in Good Night and Good Luck, passando dal dramma in bianco e nero anni '50 alla commedia sofisticata anni '20.

Al centro della vicenda, nell'America del primo dopoguerra alla ricerca di miti in cui identificarsi, c'è di nuovo un militare, il giovane Carter Rutherford (John Krasinski) un eroe nazionale, o presunto tale.

Ma Rutherford di eroico non ha fatto proprio nulla, se non aver taciuto al momento opportuno di fronte alla stampa che lo dipingeva grande per aver "fermato un battaglione di tedeschi col solo suono della sua voce" e aver ricevuto di buon grado una medaglia per il suo presunto valore militare.

Il giovane, oltre ad essere un "eroe nazionale" è anche una nuova promessa del football ed è qui che le vite dei tre protagonisti si incrociano: Lexie Littleton (Renée Zellweger) è una talentuosa giornalista alla ricerca dello scoop e Dodge Connelly (George Clooney) è un allenatore di football che in una sola giornata ha perso sponsor e squadra.

I due si recheranno (e si incontreranno) presso il giovane Carter con scopi diversi: Dodge vuole convincerlo a giocare con lui nei Bulldogs, per risollevare le sorti del football professionistico, sport che rischia la scomparsa per mancanza di finanziamenti; Lexie cercherà invece di estorcere al giovane la verità sulla sua avventura al fronte.

Il triangolo amoroso è d'obbligo, ma non bisogna lasciarsi confondere dal titolo italiano: è vero l'amore c'è e nasce, come prevedibile, tra il bel George e la brava Renée, ma qui contano le teste coperte dai caschi di cuoio (Leatherheads appunto) che si infrangono sugli avversari, conta il gioco sul campo, lo scontro corpo a corpo, e l'amore per lo sport quello sano, prima che il gioco venga sostituito da cachet da sogno e tutto diventi show-biz.

Clooney firma una commedia brillante, ottima dal punto di vista della ricostruzione scenica, divertentissima sul piano dei dialoghi e supportata da un cast perfetto: Renée Zellweger è semplicemente splendida nella parte della giornalista d'assalto spregiudicata e insieme a Clooney dà vita a divertentissimi siparietti litigiosi; il giovane Krasinski, dal canto suo, ha quel visetto ingenuo e indifeso, tipico di chi si trova incastrato in qualcosa di molto più grande di lui.

E poi c'è lui, il nostro George, che non solo imprime su pellicola una prova brillante dal punto di vista attoriale, ma firma anche una regia matura arricchita da una fotografia retrò dai colori caldi e accattivanti e da una colonna sonora jazz semplicemente perfetta.

Il film sarà in sala dal prossimo 11 aprile distribuito da Universal, non perdetelo.

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