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Il nuovo film d'essai? "Natale a Beverly Hills"

In pochi hanno espresso approvazione per la scelta della Commissione Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: quest'ultima ha giudicato il cinepanettone 2009, "Natale a Beverly Hills", un film di "interesse culturale e nazionale".

Critici a parte, che hanno sempre storto il naso di fronte alla commedia "inventata" da Christian De Sica e Massimo Boldi nel '90, giungono anche proteste dalle associazioni cinematografiche, indignate dal fatto che il film di Neri Parenti potrà usufruire di ingenti aiuti finanziari: il film, a quanto pare, rispetta i canoni della legge Urbani, cioè la valutazione della solidità produttiva, del cast, del regista e di altri aspetti che concorrono alla realizzazione di un progetto .

Il titolo di "film d'essai" attribuito a "Natale a Beverly Hills" nasce dall'analisi della Commissione che decide sui contributi ai film italiani, istituita presso la Direzione Generale per il Cinema. Questa qualifica apporta alle sale che proiettano la pellicola aiuti fiscali e monetari, in questo caso suprerflui dato che il cinepenettone risulta sempre al primo posto nella classifica nel box office annuale.

Sebbene la decisione della Commissione sia stata presa dopo lunghi esami, risulta affrettata e ingiusta: un film dalla battuta facile e ricco dei soliti clichè stride con l'appellativo di "prodotto culturalmente interessante"; inoltre i contributi finanziari, la cui cifra è diminuita drasticamente, dovrebbero supportare i prodotti di registi emergenti e non le pellicole già finanziate a dovere da Aurelio De Laurentiis. Forse a questo ci penserà Sandro Bondi: in una lettera al Corriere della Sera, il ministro spiega che vorrebbe modificare la legge unicamente a favore delle opere prime.

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