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"Il Lupo" arriva al cinema

La drammatica vicenda di Luciano Liboni rivivrà ne "Il lupo", film per la regia di Stefano Calvagna liberamente ispirato alla storia del criminale che nel 2004 terrorizzò le strade della Capitale (e non solo). Una pellicola in cui i Carabinieri appaiono alquanto disorientati di fronte al succedersi degli eventi, per poi trasformarsi in vendicatori quando ad essere ammazzato è il figlio di un tenente-colonnello dei Cc (Enrico Montesano).

L'Arma dirà la sua la settimana prossima, dopo aver visto in anteprima il film. "Ammetto di aver romanzato la parte finale - spiega il regista - Ma non volevo fare di Liboni (interpretato da Massimo Bonetti, ndr) un eroe e neppure demonizzarlo. È stato vittima di una spietata caccia all'uomo. Ma nell'Italia dell'indulto e senza pena di morte, credo Liboni andasse riabilitato. La sua fine dà l'impressione di una esecuzione, se Liboni avesse sparato al figlio di un idraulico, anziché al figlio di un carabiniere, oggi sarebbe espatriato".

Calcagna racconta poi un aneddoto e spiega altri particolari. "Nell'estate del 2004, mentre giravo un film a Roma (in piazza della Repubblica) il ricercato capitò casualmente sul set e chiese di assistere alle riprese. Gli accordai il permesso. Mi sembrava un volto noto, ma non lo riconobbi. L'ho letto come un segnale forte, che io ho seguito". E così ecco "Il lupo", la storia di Franco Scattoni. Perché un nome fittizio? "Non potevo chiamarlo Liboni. Se un famigliare si appella all'articolo 700, il film rischia il blocco. Così io mi sono liberamente ispirato. Prima di girare il film mi sono documentato e parlato molto con Mauro, migliore amico del Lupo, chiamato così perché amava molto disegnare ed identificarsi in quell'animale". La pellicola è prodotta dalla Poker Film e sarà nelle sale a partire dal 23 marzo.

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