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Il Grande Dittatore torna nei cinema: la cineteca di Bologna fa rivivere il capolavoro di Charlie Chaplin

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Continua l’impegno della Cineteca di Bologna nei confronti de “Il cinema ritrovato” e stavolta sarà il capolavoro di Charlie ChaplinIl Grande Dittatore” (The Great Dictator) ad essere restaurato e riapparire nelle sale in versione originale con i sottotitoli in italiano.

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Da lunedì 11 gennaio infatti il film dell’attore e regista britannico datato 1940 tornerà dunque nelle sale in versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, che ne curerà la distribuzione per il ciclo “Il Cinema Ritrovato”. E sempre dalla stessa data il film sarà disponibile anche in DVD arricchito da un booklet e dal documentario “Chaplin ritrovato: Il grande dittatore”, realizzato a partire dai materiali dell’Archivio Chaplin al quale la Cineteca di Bologna ha lavorato per oltre dieci anni e in cui vengono raccontati i retroscena che hanno portato al compimento della pellicola da parte di uno dei più importanti e influenti cineasti del XX secolo.

Prima pellicola completamente sonora del regista, nel film Chaplin riveste i panni del dittatore che gioca a palla col mondo in un universo geopolitico prettamente controllato dal potente di turno: una parodia del dittatore per eccellenza Adolf Hitler da cui lo separavano solo 4 giorni dalla nascita ( i due sono nati nello stesso anno dello stesso mese: 16 aprile 1889 l’uno e 20 l’altro) ma allo stesso tempo una diametralmente opposta visione del mondo.

(Guarda il trailer in italiano de "Il Grande Dittatore")

Attraverso il film infatti Charlie Chaplin lanciò il suo epocale messaggio di pace agli albori della Seconda Guerra Mondiale, non senza problematiche come ha raccontato lui stesso nelle note di regia del film: “Mentre ero a metà del Dittatore cominciai a ricevere allarmanti comunicazioni da parte della United Artists. L'ufficio Hays li aveva avvertiti che stavo per cacciarmi nei guai. Anche quelli della sede inglese erano molto preoccupati all'idea di un film antihitleriano e dubitavano che lo si potesse proiettare in Gran Bretagna. Ma io ero deciso a tirare avanti, perché Hitler doveva essere messo alla berlina”.

E nonostante gli orrori del Secondo Conflitto Mondiale emerge la determinazione del regista a far uscire la pellicola, pietra miliare del cinema: “Se avessi conosciuto gli orrori dei campi di concentramento tedeschi non avrei potuto fare Il Dittatore; non avrei certo potuto prendermi gioco della follia omicida dei nazisti. Ma ero ben deciso a mettere in ridicolo le loro mistiche scemenze sulla purezza del sangue e della razza. Altre lettere preoccupatissime mi furono spedite dall'ufficio di New York, per implorarmi di non fare il film, dichiarando che non sarebbe mai stato proiettato né in Inghilterra né in America. Ma io ero deciso a portarlo a termine, avessi anche dovuto noleggiare personalmente le sale da proiezione”.

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