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"Il figlio più piccolo", il film di denuncia di Pupi Avati

Perfino un regista moderato come Pupi Avati è stufo di assistere impassibile al declino del nostro paese. Ed è per questo che nel suo nuovo film, 'Il figlio più piccolo' passa dai consueti racconti al passato ad un tragico presente in cui un'immobiliarista è disposto a mettere in gioco suo figlio per non perdere i propri privilegi.

Quest'individuo dalle ben poche qualità, protagonista della pellicola, è interpretato da Christian De Sica che a 59 è al suo primo vero ruolo drammatico. Pur essendo un artista completo, il figlio di Vittorio si è sempre dedicato a commedie e cinepanettoni: 'Questo personaggio me lo sono meritato, spero che dopo questa oppurtunità che mi ha dato Avati arrivino altri ruoli' ha spiegato in conferenza, e aggiunge 'sono vecchio anche per i film di Natale ormai, che andrebbero comunque rinnovati: certo, se uno fa il cowboy tutta la vita è difficile che gli diano Romeo e Giulietta'.

Il film sarà nelle sale dal 19 febbario: De Sica è Luciano, finanziare che scappa di casa lasciando l'innamorata moglie, alias Laura Morante, e i suoi due figli. Molti anni dopo, quando i loschi affari che gestisce con il socio interpretato da Luca Zingaretti prendono una brutta piega, Luciano pensa di intestare le sue compagnie al figlio ventunenne Nicola per venire fuori dai guai. Quest'ultimo, interpretato dal talentuoso Nicola Nocella, è buono e ingenuo, e si lascerà travolgere dalla nuova vita che crede migliore della precendente.

A quanto pare, Avati non ha dovuto usare la fantasia per il copione, ricco di vicende ispirate alla cronaca nostrana: 'Ho attinto a mani basse nella cronaca degli ultimi anni: furbetti del quartierino e simili. Dalla vicenda di Parretti, il finanziere che comprò la Mgm, a oggi, ci sono storie fantastiche da raccontare'. Poi il maestro ha spiegato che non poteva continuare a far finta di niente: 'Il mio cinema non è mai stato di denuncia - spiega - ma il presente in questi ultimi anni è diventato davvero indecente, anche per una persona moderata come me'.

Laura Morante, che ha già collaborato con Avati nel 2007 nel thriller horrorifico 'Il nascondiglio', dice del regista: 'Amo il cinema di Pupi quando è così crudele, per poter curare bisogna prima vedere con grande spietatezza cosa succede'. Conclude Zingaretti: 'Quello che è singolare nei suoi personaggi non è l'immoralità, ma l'amoralità: più disperati che cattivi, fanno ancora più male proprio per la loro mancanza di coscienza'.

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