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"Hunger Games 3" bandito in Thailandia: "Incita alla rivolta politica"

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Hunger Games ha conquistato il suo pubblico non solo per la fotografia, le scenografie spettacoli e le atmosfere epiche, ma anche e soprattutto per lo spirito di ribellione che anima gli abitanti del distretto 12 guidato da Katniss e che ci ha fatto tifare per tutte le pellicole della saga per quei cittadini oppressi. Proprio per quest'aura rivoluzionaria e per l'influenza che ha avuto sugli spettatori, Hunger Games 3 - il canto della rivolta, è stato bandito da una catena di cinema thailandesi.

Hunger games 3, le foto sul set de il canto della rivolta

Il caso è scoppiato dopo che, giovedì scorso, un gruppo di studenti ha manifestato il suo dissenso in piazza nei confronti del governo militare e del generale Prayuth Chan-ocha , primo ministro del Paese, eletto dal'esercito a maggio, accogliendolo con il gesto simbolo della ribellione in Hunger games, il saluto a tre dita, lo stesso che nel libro e nel film unisce i popoli uniti dalla repressione imposta dallo spietato governo di Capitol City.

Il gesto ovviamente non è passato inosservato e ha portato all'arresto di cinque ragazzi. Nel frattempo la catena di cinema Apex fermava la proiezione nelle sue sale di Hunger Games 3, soppiantandolo con il film di Woody Allen Magic in the Moonlight.

Come riporta Variey, Apex ha inizialmente detto che la rimozione del film non era collegata al gesto degli studenti, ma che erano stati messi in vendita 200 biglietti per la proiezione di Hunger games 3 nel teatro Scala su Facebook, per poi scoprire che 160 erano stati regalati ai membri di un'organizzazione contro il governo militare e che proprio durante la proiezione il gruppo The League of Liberal Thammasat for Democracy avrebbe organizzato una protesta contro il governo thailandese. Apex ha quindi spiegato di aver bandito il film dai suoi cinema perché veniva utilizzato per “attivismo politico” .

Per ora il film non è stato invece rimosso dalla programmazione delle altre due grandi catene cinematografiche thailandesi. Non è quindi impossibile che la protesta possa spostarsi in altri cinema, sempre che anche le altre sale, dopo che la protesta ha raggiunto direttamente Prayuth Chan-ocha in piazza, non decidano di bloccare la diffusione della pellicola.

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