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Hunger Games 2 - La ragazza di fuoco, recensione: in anteprima al Festival di Roma 2013

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Colpi di scena, imprevedibilità e fiato in gola. Aspettatevi tutto questo da Hunger Games - La ragazza di fuoco.

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Kastniss e Peeta dopo aver vinto la 74esima edizione dei Giochi, dovranno adesso affrontare il Tour dei Vincitori: un giro per tutti i distretti per portare la loro esperienza di coraggio e speranza. Katniss e Peeta credono che ormai con la vittoria, non avranno più nulla a che fare con Capitol City e i Giochi, ma aver vinto non vuol dire ottenere dei vantaggi, significa abbandonare la propria vita e continuare un’esistenza all’insegna della sopravvivenza.

Titubante come sempre, Katniss accetta la sfida del tour – perché costretta dalle minacce velate del presidente Snow (presidente degli Hunger Games) che le ha consigliato di fare le cose per bene, altrimenti ne sarebb andata di mezzo anche la sua famiglia–, ma quando crede di poter, adesso, fare di testa sua si sentirà più imprigionata che mai. Vincere vuol dire sopravvivere, non vivere. Vincere vuol dire mettersi al cospetto degli Hunger Games per sempre e continuare con una vita fatta di ipocrisia. Chi non rispetterà queste regole sarà considerato un nemico da debellare.
Katniss è diventata il simbolo della ribellione del popolo, della speranza contro la lotta, della speranza di un popolo che crede ancora che il potere possa essere ribaltato e che gli Hunger Games, un giorno, potranno essere annientati.
Il popolo vede in quella ragazza riottosa e combattiva l’unica via d’uscita per la salvezza, per il Distretto 12 che ormai è in ginocchio per la povertà, ma non sarà così. Il potere del presidente Snow e dei giochi è più forte di Katniss, della sua indole e dell’amore che prova per la sua famiglia e il suo Gale.

Il popolo crede che Katniss potrà cambiare le carte in gioco. Ma quando tutto si pensava potesse andare per il verso giusto, soprattutto per i due Tributi Vincitori, i colpi di scena non stentano ad arrivare.

Rispetto al primo capitolo Francis Lawrence ha regalato qualcosa in più agli spettatori, cercando di non strafare negli effetti speciali, ma lasciando tutto nelle mani degli eventi e dei personaggi in modo abbastanza delicato. Ci sono degli upgrade, come in un videogioco, quindi nuove sfide da affrontare, nuovi ostacoli naturali da superare: nebbia velenosa, scimmie, fulmini, ma il tutto è portato in scena in modo sobrio e graduale.

Non sono gli effetti speciali i protagonisti e il fulcro della pellicola, ma lo sono i personaggi con le loro storie, le loro emozioni. Francis Lawrence ha scelto di puntare ancora sui sentimenti, sulle emozioni, come l’innamoramento, il tradimento, la gelosia, l’amicizia, il matrimonio (aspettatevi una bellissima ragazza di fuoco in “abito da sposa”) tutti sogni che permeano nella mente di tutti gli uomini.

D’altronde per portare avanti tre capitoli - siamo per ora al secondo - bisognava giocare sulla crescita e lo sviluppo delle storie personali di personaggi. Tutti si chiederanno, all’inizio della proiezione, ricordando il primo strabiliante film, che cosa si sarà potuto inventare il regista visto che l’obiettivo di partecipare agli Hunger Games e vincere era stato raggiunto.

Sono in effetti i colpi di scena, quelli che non ti aspetti, a portare avanti il racconto. Ti si piazzano davanti uno dopo l’altro: quando non hai nemmeno il tempo di ragionare su quello appena verificatosi, il successivo è pronto ad insidiarsi e a caricare di adrenalina lo spettatore. La pellicola, poi, riporta comunque degli elementi familiari già visti nel primo capitolo, tutti meccanismi che mettono a suo agio lo spettatore già dal primo minuto del film.

Questa volta la conclusione della storia è molto più aperta rispetto al primo capitolo della saga. A chi temeva ci fosse il rischio di cadere un seguito patetico, scontato e sdolcinato, ecco questo non c’è: scordatevi le saghe amorose alla Twilight, Lawrence non è pietoso nel raccontare il romanticismo, e i protagonisti Jennifer Lawrence e Josh Hutcherson sono ormai calati completamente nella parte. Anche l’introduzione di nuovi personaggi all’interno della storia è stata proposta dagli sceneggiatori e dal regista con lavoro certosino di delicatezza. Hunger Games – La ragazza di fuoco di Francis Lawrence ha stupito. La prova è superata a pieni voti.

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