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Helen Mirren signora Tolstoj in "The Last Station"

 di Marta Marrucco

Lev Tolstoy, celebrato scrittore, era anche un marito innamorato che visse però l’ultimo periodo della sua vita in forte contrasto con la moglie: lo racconta al Festival di Roma Michael Hoffman, accompagnato da Helen Mirren, che oggi ha presentato il film “The Last Station”.

La Mirren interpreta proprio Sofya Tolstoj, che non condivide gli ideali del marito (interpretato da un Christopher Plummer in stato di grazia) il quale, mettendo in pratica i precetti della fede cristiano cattolica, vive rinunciando ad ogni benessere materiale pur provenendo da una famiglia molto facoltosa.

Vladimir Chertkov (Paul Giamatti), il leader del movimento tolstojniano, contribuisce a creare attorno allo scrittore un'aurea quasi mistica: quando l'anziano deciderà di rendere di proprietà del popolo russo i diritti delle sue opere, scatena la reazione della tormentata Sofya, la quale non accetta le decisioni del marito. Il dramma familiare viene mostrato attraverso gli occhi Valentin Bulgakov (James McIvory), neo segretario del letterato.

"The Last Station" è una pellicola ben costruita, che si avvale di un cast d’eccezione e di un’ottima sceneggiatura, tratta da “L’ultima stazione – Il romanzo degli ultimi giorni di Tolstoj” di Jay Parini. Il film inoltre è il risultato di un mix del lavoro di una produzione indipendente, un regista americano, un cast inglese, il tutto ambiententato in Germania. Mix, a ben vedere, del tutto riuscito.

Sebbene Sofya possa risultare una donna esibizionista ed egocentrica, la Mirren ne traccia un toccante ritratto, riesce a mostrane l’umanità e soprattuto il profondo sentimento nei confronti del marito, amore che la spinge a comportarsi in maniera impulsiva: è stata la sua compagna fin dall’età di 18 anni, gli ha dato 13 figli ed è stata sua musa e consigliera; in "The Last Station" è una donna anziana che si vede messa da parte, e pretende di riacquistare importanza agli occhi del marito.

"Ero un pò intimidita al pensiero di lavorare con Plummer" ha raccontato la Mirren in conferenza, accompagnata dal regista e da due pronipoti di Tolstoy, Vladimir e Anastasia (nella foto ©Lapresse). "Plummer è uno dei più grandi attori inglesi viventi, ma si è dimostrato affabile e disponibile, siamo subito entrati in sintonia". Le fa eco Hoffman: "Ci sono cose che un regista non può dirigere, e l'intesa fra loro è venuta da sè, sono due genii".

L'attrice, vincitrice di un Oscar grazie a "The Queen", potrebbe essere nuovamente candidata quest'anno per il ruolo di Sofya: "Negli ultimi due anni sono stata molto fortunata con i ruoli che mi sono stati proposti al cinema, anche se la televisione offre opportunità migliori per una donna. Non mi importa di ricevere riconoscimenti, preferisco che il film entri nelle grazie del pubblico".

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