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Harry Potter, in viaggio verso il gran finale

 di Marta Marrucco

Harry Potter è sinonimo di una generazione di bambini e ragazzi cresciuti con la speranza di veder volare un gufo in casa con una lettera di ammissione per la scuola di Hogwarts, con la consapevolezza di cosa significhi il termine 'babbano', e che la domenica avrebbero preferito una partita di Quiddich in tv piuttosto che una di calcio.

Non stupisce dunque che 'Harry Potter e i Doni della Morte - Parte I', abbia fatto il pienone di spettatori in sala nel week end, incassando in soli tre giorni più di sette milioni di euro. Ad esclusione dei pochi scettici che non si sono lasciati trascinare 'nella tana del coniglio', grande è la curiosità di vedere sul grande schermo la conclusione di una saga che nel giro di dieci anni (e più, se si considera che i libri sono stati scritti prima) è riuscita a dar vita ad una vera e propria mania nei confronti del maghetto e del mondo che lo circonda.

Da plauso la trasposizione del regista David Yates che, giunto ormai al terzo film della saga, ha riportato fedelmente - fatta qualche piccolissima eccezione - non solo la storia ma anche le atmosfere e il ritmo del libro nei minimi particolari, regalandogli quel tocco gotico e orrorifico che si evince anche tra le pagine dell'opera letteraria, senza mai tralasciare l'immancabile dose di ironia.

Infatti nel corso degli anni l'epopea ha un pò virato nel genere, aggiungendo all'elemento fantasy per bambini quello più cupo che attira anche gli adulti. Complice in questo caso anche la trama intrecciata alla perfezione da J.K. Rowling, che in sette libri ha lasciato indizi e collegamenti che dimostrano come la scrittrice avesse chiaro fin dall'inizio il percorso della storia.

L'autrice - che ha reso l'opera di Harry Potter universale, disseminando al suo interno tanti piccoli elementi legati alla letteratura greca, latina e inglese - in quest'ultima avventura, che avrà una conclusione cinematografica a luglio, ha voluto i suoi tre piccoli grandi eroi alla ricerca degli Horcrux, oggetti in cui il perfido Voldemort ha nascosto pezzi della propria anima.

Per sconfiggere 'colui che non deve essere nominato', Harry, Ron ed Hermione dovranno trovarli e distruggerli, rinunciando all'ultimo anno di scuola ad Hogwarts. Intanto nel mondo della magia si è instaurato un vero e proprio regime dei terrore, di cui Yates riesce a riportare le atmosfere di tensione dal libro al grande schermo: un richiamo evidente al nazismo, in cui gli ebrei e i perseguitati in questo caso sono le persone prive di poteri magici.

Se i tre protagonisti - Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson - sono ormai gli alter ego dei loro personaggi, anche per il resto del cast si tratta di un ritorno a casa: negli anni per la saga sono stati chiamati a raccolta i volti più celebri della cinematografia inglese, da Alan Rickman a Maggie Smith, fino a Julie Walters e Ralph Fiennes. All'appello mancavano solo le icone Billy Naghy e Rhys Ifans, alias il ministro della magia e lo stralunato Xenophilius Lovegood.

Harry Potter è destinato a lasciare un segno nella letteratura e nella cinematografia mondiale, fenomeni di questo tipo accadono di rado. Sarà davvero dura per i fans ritrovarsi orfani di un'epopea di tale impatto: non resta che attendere la seconda parte a luglio nei cinema, nella quale saranno snocciolate le ultime rocambolesche avventure del Prescelto, che si troverà ad affrontare la sua nemesi nella sfida finale. Che vinca il migliore ma Harry, in fondo, ha già vinto.

Foto da YouTube

Guarda il trailer di 'Harry Potter e i Doni della Morte - Parte I'

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