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Hanno ucciso Berlusconi

“Shooting Silvio” sarà in uscita dal 4 marzo a Bologna, e nei giorni seguenti in almeno altre 12 città, tra cui Milano, Roma e Torino, ma è un film destinato a far discutere.

La storia, nata quattro anni prima da un'idea del giovane regista Berardo Carboni, che è autore anche della sceneggiatura ("l'ispirazione mi è venuta dopo aver ascoltato alla radio il resoconto dell'ennesima boutade dell'allora premier") ruota intorno all'ossessione per Berlusconi del ventottenne Giovanni, detto Kurtz (Federico Rosati).

Il giovane uomo, sempre più deluso dalla società, identifica nell'ex Presidente del Consiglio l'incarnazione del male e decide di fermarlo a tutti i costi: prima con un libro-invettiva, poi, progettando addirittura di rapirlo e ucciderlo.

"Nel film c'é il disagio verso il potere politico di Berlusconi, verso un sistema di valori basato sull'essere vincenti a tutti costi, ma anche il disprezzo per ogni azione violenta", dice Carboni.
La pellicola, alternativa nel contenuto e nella distribuzione, conta tra gli attori, oltre al giovane protagonista Federico Rosati, un sempre fantastico Alessandro Haber, Remo Remotti e Sofia Vigilar nel ruolo della fidanzata di Kurtz.
Cammeo d'eccellenza per il giornalista Marco Travaglio.

Intanto, ancora non riesce a trovare distribuzione 'Ho ammazzato Berlusconi', opera prima di Gianluca Rossi e Daniele Giometto, ispirato dal romanzo 'L'omicidio Berlusconì di Andrea Salieri. “Abbiamo proposto 'Ho ammazzato Berlusconi' a vari distributori di nicchia ma il titolo e il contenuto del film, spaventano. - spiega Caterina Rogani, (che ha prodotto interamente la pellicola con la casa indipendente 'Collepardo Film, costo 600mila euro) - Eppure non è una storia che aggredisce, i toni sono grotteschi, é un film di fantapolitica”.

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