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"Gorbaciof", Servillo colpisce ancora

 di Marta Marrucco

Dopo aver raccolto consensi allo scorso Festival di Venezia, arriva nelle sale 'Gorbaciof', ultimo film di Stefano Incerti con uno straordinario Toni Servillo. Quest'ultimo si destreggia nei panni del ragioniere di Poggioreale, carcere di Napoli.

Il protagonista vive in una condizione di routine e solitudine, ai limiti della criminalità, fin quando non incontra una ragazza orientale che gli farà sperare in una nuova vita. Il talentuoso caratterista, - superbo nell'interpretazione - ha presentato il film in anteprima a Napoli, assieme al regista e al produttore Angelo Curti.

Domanda: Ancora una volta è riuscito a calarsi perfettamente nei panni del protagonista, dimostrandosi uno dei migliori caratteristi italiani. Ci parli del personaggio.

Servillo: 'Marino Pacileo, alias Gorbaciof per via della voglia che ha sulla fronte, vive in una condizione di solitudine volontaria. Gli piace la sua routine: al lavoro ruba i soldi del carcere per giocare d’azzardo nel retro di un ristorante cinese. Negli occhi di Lila - interpretata da Mi Yang - lui vede purezza, un altro sé stesso, vede un possibile 'noi'. Decide di fuggire con lei, e si gioca tutto al tavolo della vita'.

D: Si è ispirato a qualcuno per l'interpretazione?

Servillo: 'Quando ho letto la sceneggiatura, ho pensato subito ad una pantomima drammatica e, con la dovuta modestia, ad un personaggio chapliniano, come quello in 'Luci della città'.

D: La sceneggiatura lascia spazio agli sguardi, ai gesti e ai silenzi. Gorbaciof può essere definito un film visivo. Quando e come è nata la sceneggiatura?

Incerti: 'Sei o sette anni fa. La storia originale vedeva il protagonista innamorarsi di una ragazza napoletana, rendendo il copione più simile a 'Lolita'. Una volta mostratolo a Toni, lui mi ha consigliato di semplificarlo, di tagliare i dialoghi e dare più spazio agli sguardi. Un film così visivo può sembrare un’anomalia nel panorama italiano ma si allinea con il resto del cinema nel mondo'.

D: Dal look all'inconfondibile camminata, Gorbaciof è un personaggio grottesco, almeno all'apparenza. Com'è nata l'idea?

Servillo: 'Durante le riprese ambientate nella zona di piazza Garibaldi, nessuno faceva caso a me vestito in quel modo: di Gorbaciof come quello del film ne esistono tanti, ti chiedi da dove vengano, come vivano. Stefano Incerti voleva raccontare una storia sui penultimi della società, spesso limitrofi alla criminalità'.

D:Nessuno aveva mai raccontato la vicenda del ragioniere di un carcere, nè della China Town limitrofa alla stazione di Napoli. Una sceneggiatura che di certo non pecca di originalità.

Incerti: 'Nell’ultimo anno e mezzo la maggior parte dei registi italiani ha realizzato pellicole su famiglie e coppie in crisi. Ci vuole maggior coraggio, anche il pubblico non aspetta altro che nuovi spunti'.

Foto da toniservillo.it

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