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"Good Morning Aman", Mastandrea e l'emarginazione

Gli attori italiani Valerio Mastandrea e Anita Caprioli tornano sullo stesso set dopo il successo di "Si può fare": il loro nuovo progetto, dal titolo "Good Morning Aman", è stato presentato alla Settimana della critica di Venezia e sarà al cinema da venerdì, distribuito da Cinecittà Luce.

I due nel film non si incontrano mai: la storia ruota intorno ad Aman, un ragazzo somalo che vive a Roma dall’età di quattro anni. La Caprioli interpreta Sara, sogno proibito del protagonista: quest'ultimo cerca un cambiamento nella sua vita, così come l'amico Said, che parte e tenta la fortuna in Inghilterra. Aman invece incontra Teodoro, alias Mastandrea, un ex pugile che vive in solitudine. L'uno apporterà una rivoluzione nella vita dell'altro.

"Good Morning Aman" è l'opera prima di Claudio Noce: "Aman e Teodoro - spiega il regista - sono due personaggi lontani solo all’apparenza, entrambi sono intrappolati, parlano poco ma si comprendono attraverso i silenzi". Noce ha cercato "di evitare la retorica che spesso si affacciava dietro l’angolo", e quanto allo stile dal quale ha preso spunto ha "guardato al documentario e nello stesso tempo al cinema di genere, data la passione per una certa cinematografia americana, alla Scorsese o alla Cassavetes".

Mastandrea, ad oggi sul set di "L’Aquila Bella mé" (documentario sul post terremoto in Abruzzo), ha partecipato a "Good Morning Aman" anche nelle vesti di produttore: "La tematica del film, quella dell'integrazione, di solito è banalizzata dai media. Il mio personaggio è un emarginato di 'casa nostra', e l'incontro con un altro tipo di emarginazione, più indotta che scelta, mostra come i due siano due facce della stessa medaglia".

Foto da static.screenweek.it

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