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Gomorra: i giudizi positivi della stampa straniera

Ottimi i riscontri di Gomorra da parte della stampa internazionale, presentato sabato scorso al Festival di Cannes nella sezione Concorso e salutato a fine proiezione da 5 minuti di applausi.

Guarda le foto del red carpet e del photocall di Gomorra

Ecco cosa si è scritto all'estero di uno dei film italiani più attesi degli ultimi tempi:

Secondo Le Monde: "la sceneggiatura espone con grande precisione i meccanismi di dominio, di corruzione e di decomposizione (perché l'unica cosa che minaccia questo sistema sono le guerre tra clan), tanto che Gomorra ne è una dimostrazione brillante. E' un film formidabile. Garrone gira in maniera molto fluida, non nasconde nulla della violenza, ma rifiuta tutti gli stereotipi che il cinema ha associato al crimine organizzato dai tempi di Scarface di Howard Hawks. E prosegue: "verrebbe da sperare che i camorristi, vedendolo, abbiano vergogna di loro stessi. Ma - conclude - non dobbiamo esagerare il potere del cinema"

Per Liberation siamo davanti a "l'anti Scorsese e dell'anti Coppola. Non rende più un mito la mafia" e lo consiglia soprattutto a chi ama il cinema di Francesco Rosi. "Alle otto e trenta di mattina, è una doccia fredda, secco ed implacabile".

Le Figaro ritiene che "con la freddezza e la precisione di un documentario, il film segue questi personaggi per denunciare meglio le cause e gli effetti della legge mafiosa e dei suoi valori deleteri, risultando un pamphlet solido ed efficace".

Si sbilancia invece Le Parisien che azzarda: "Quando sarà il momento dei premi bisognerà fare i conti con l' Italia che ci offre un bel momento di cinema, nervoso senza essere disordinato e sempre carico di tensione"

Va ancora oltre Nice Matin che titola: Una palma d'oro italiana? e afferma: "Il festival 2008 ha trovato - scrive il quotidiano della regione - un primo favorito per il palmares: Gomorra descrive con una precisione stupefacente il funzionamento della camorra e come eserciti il proprio potere su tutta l'economia del paese. La grande forza del film è quella di mostrare che la violenza non è l'unico pericolo che la camorra fa correre alla democrazia. Matteo Garrone è riuscito a mostrare una storia con grande fluidità, senza indugiare nella spettacolarizzazione della violenza ma rendendo l'atmosfera della città in guerra descritta nel romanzo di Saviano. La tensione non cala mai. Gamorra è insieme una fiction appassionante e un documentario preciso su "o sistema". Si merita la Palma quest'anno a Cannes".

Meno esaltante ma pur sempre positivo il giudizio dell'americano Variety: "Utilizzando uno stile documentaristico che ipnotizza lo spettatore e che evita consapevolmente di rendere affascinante l'orrore, Garrone coglie alcuni episodi dal testo rivelatorio, costruendo un crescendo di violenza raggelante sfruttando solo i fatti". Nella sua recensione, tuttavia, Jay Weissberg segnala anche come non sia semplice seguire la storia senza aver letto il libro.

Infine l'Hollywood Reporter afferma: "il film è potente, essenziale e con un cast spettacolare (composto principalmente da non professionisti), Gomorra va al di là della violenza gratuita e anche della sensibilità hollywoodiana nel tratteggiare la realtà quotidiana dei soldati semplici del crimine organizzato". Il giornalista si sbilancia anche in un pronostico beneaugurante, sostenendo che "Gomorra è uno dei pochi film drammatici ad essere usciti in Italia negli ultimi anni che ha la possibilità di andare bene nei cinema, almeno in Europa e nei festival mondiali. Negli Stati Uniti, dovrebbe essere visto dal pubblico d'essai più ampio possibile, che cerca un film sulla mafia con un cervello".

Noi ce glielo auguriamo...

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