Excite

Gabriele Muccino: polemica su Twitter e Facebook contro i doppiatori italiani

  • Getty Images

Parte dalla pagina Facebook di Gabriele Muccino la polemica sul doppiaggio e la sua valenza all'interno del linguaggio cinematografico, così come inteso dal punto di vista del regista. Uno scontro che, una volta innescato, ha avuto un effetto cascata su tutti i social network con sostenitori della classe lavoratrice dei doppiatori che accusano il regista di ristrettezza del suo punto di vista, di denigrazione di un mestiere, tra l'altro storico in Italia, e non solo. A partire è anche la gente normale, quella che le lingue non le sa o non le sa bene, che si troverebbe in difficoltà di fronte a una pellicola in inglese come con un testo in aramaico, persone che Muccino naturalmente non crede quasi che esistano.

Guarda le foto di Gabriele Muccino sul red carpet di “Quello che so sull'amore”

La polemica parte tutta dal film “Her” dove, nella versione originale, Scarlett Johansson recita solo in versione vocale, prestando la sua voce al sistema operativo di cui il protagonista si innamora. Muccino dice che non osa immaginare che come sarà in italiano la voce della Johansson doppiata e quanto il film possa perdere. Per quanto su questo punto si possa dibattere o meno, il peggio arriva quando Muccino scrive che, secondo lui, il fatto di non vedere i film in lingua è “un vizio, una pigrizia culturale”, senza tener conto del fatto che tra un sottotitolo e non capire minimamente quello che una voce dica, per quanto possa essere espressiva, cambia ben poco.

Muccino parla anche della traduzione del suo ultimo film “Fathers and Daughters", dove in un passaggio Jane Fonda si riferisce a Russell Crowe con una espressione tipicamente americana, che il traduttore ha fatto del suo meglio per trasportare nella nostra lingua, rendendo sicuramente l'idea. La frase è “you son of a gun”, letteralmente tradotto “tu figlio di una pistola”, arma molto utilizzata nell'America dei pionieri e dei cow boy, che viene trasposto in “figlio di buona donna”, che fondamentalmente ha un senso culturale per noi in quanto espressione estremamente diffusa. Muccino, però, non ci sta, dicendo che si perde tutto del film nella traduzione, tutto ma proprio tutto. Forse, viene da chiedersi, se non è un bravo regista come crede lui, se questi sono i problemi che lo affliggono.

I commenti naturalmente si sprecano, fino all'ultima affermazione di Muccino che dice che lui voleva solo parlare del compromesso del doppiaggio, sottolineando quanto sottragga a moltissimi film. Poi, in una frase scritta con un italiano piuttosto confuso scrive, “Vi saluto doppiatori con cui sarò costretto come in passato tornarò a lavorare vedendo i miei film perdere sfumature su cui ho lavorato per mesi. Evviva l'Italia”, ma anche evviva l'italiano. Probabilmente Muccino dovrebbe approfondire il suo contatto con la lingua natia prima di prendersela con chi traduce altre lingue e i commenti in calce ai suoi post dimostrano che ci sono tante persone che non potrebbero aver accesso a una cultura cinematografica se non ci fosse la traduzione, o sarebbero costrette, come in molti paesi esteri, a leggere sottotitoli perdendosi le scene del film. Magari Muccino vorrà rivedere la sua posizione alla luce di queste nuove scoperte?

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2018