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La grande bellezza: i 10 motivi per cui andare a vedere il film di Paolo Sorrentino

di Antonella Dilorenzo

Un film di Paolo Sorrentino lascia spesso “interdetti”: un pot pourrì di emozioni e riflessioni che ha bisogno di essere metabolizzato dai titoli di coda in poi, perchè anche quelli vanno analizzati. Forse sarebbe necessario rivedere il film per riprendere alcuni dettagli e sviscerarli con il senno di poi. La grande bellezza dà lo stesso effetto. Due ore e venti minuti di film, per due ore e venti di divertimento apparente, alternato alla consapevolezza dello scorrere dei giorni tra i “bla, bla, bla” della gente così enfatizzati nelle scene, ma calpestati violentemente alla fine del film. Non ci lasciamo andare in sentimentalismi, sviolinate o quant'altro, ma vi elenchiamo i 10 motivi per andare a vedere La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

Roma

Roma è bellissima, seducente, abbagliante. La Roma di Sorrentino è pulita e sensuale, attraente e inebriante. In questo film si scoprono angoli della capitale mai visti con occhi profondi, ma sempre distratti. Il regista regala la poesia dei monumenti, l'opera d'arte che è Roma in tutte le sue sfaccettature, anche quando la guardi da una terrazza di uomini delusi e perdenti. Il regista ha raccontato il dietro le quinte di una Roma malinconica, una Roma affascinante come una donna che fa il mestiere più antico del mondo e viene usata, bistratta, ma anche adorata e coccolata quando il bisogno di sentirsi amati da un essere umano non viene colmato. Continua...

Jep Gambardella e il suo romanzo

Alla fine del film avrete voglia di leggere il romanzo “L'apparato umano” di Jep Gambardella. Unico romanzo di un giornalista deluso dalla vita e consapevole di un'esistenza apparente e vuota. Jep è l'amico che tutti vorrebbero avere: simpatico, festaiolo, acculturato, intrigante e seducente; ma la persona che forse tutti non vorrebbero essere: nella sua vita ha costruito qualcosa, ma la distrugge amaramente nelle follie della perdizione, nelle terrazze notturne mondane, nei locali a drinkare e saltare di donna in donna. Jep Gamabardella è un personaggio sui generis che si ama dal primo momento: la sua franchezza, che non fa sconti nemmeno per gli amici, le sue battute e le sue citazioni sono dei teoremi che segnano e fanno riflettere. Continua...

Toni Servillo

E' impeccabile. Si è calato completamente nel personaggio e ormai il “matrimonio cinematografico” con Paolo Sorrentino va a gonfie vele. Il sodalizio tra il regista e l'attore ha portato sul grande schermo un modo personalizzato di offrire i personaggi: spunti di riflessione, stereotipo umano dall'animo sensibile e flussi di coscienza alternati allo scorrere della routine.Continua...

Toni Servillo

E' impeccabile. Si è calato completamente nel personaggio e ormai il “matrimonio cinematografico” con Paolo Sorrentino va a gonfie vele. Il sodalizio tra il regista e l'attore ha portato sul grande schermo un modo personalizzato di offrire i personaggi: spunti di riflessione, stereotipo umano dall'animo sensibile e flussi di coscienza alternati allo scorrere della routine.Continua...

Sabrina Ferilli

Non delude mai quando va in scena con la sua romanità. Le battute le sono state cucite addosso e la disinvoltura nell'interpretare la donna procace nell'apparenza, ma intensa e matura nell'intimità della vita privata è per lei come bere un bicchiere d'acqua. Scordiamoci la Ferilli “cafona” dei cinepanettoni e rivediamola magica, sinuosa e sensibile in queste nuove vesti. La prova che la Ferilli ha dato davanti alla camera di Sorrentino è alla stregua di un'interpretazione da teatro dove il palcoscenico è cinico e il talento di un attore si percepisce ad occhio nudo.Continua...

Inquadrature

Ti fanno capire quanto sia davvero grande la bellezza del talento. La geometria di Sorrentino nel cinema italiano non ha rivali: inquadrature ovali di scale dal basso, corrimani incastrati in prospettiva nei corpi di due uomini che conversano per le scale, posizione che nasconde un grande valore semantico; scene di balletti ordinati davanti, e inquadrature di donne nude sullo sfondo, una poesia visiva carica di significato che l'occhio clinico sa percepire di primo acchito. I primi piani sui volti sono l'omaggio che Sorrentino fa a tutti i personaggi de “La grande bellezza”, tutti importanti, nessuno escluso. Continua...

La colonna sonora

Questa volta non c'è Theo Teardo, ma l'effetto magico, malinconico, soave, quello butirroso dei corpi delle donne, e quello trash delle feste mondane di Roma, Sorrentino è riuscito a darlo con le punte altissime di riflessione di “My Heart’s in the Highlands - Else Torp & C. Bowers Broadbent “ e la caduta simpatica e spensierata di "Far l’amore - Club Mix Bob Sinclair & Raffaella Carrà". La musica è uno dei leit motiv del film. Senza la giusta colonna sonora, l'effetto diretto delle emozioni e il significato non sarebbe stato lo stesso.Continua...

La colonna sonora

Questa volta non c'è Theo Teardo, ma l'effetto magico, malinconico, soave, quello butirroso dei corpi delle donne, e quello trash delle feste mondane di Roma, Sorrentino è riuscito a darlo con le punte altissime di riflessione di “My Heart’s in the Highlands - Else Torp & C. Bowers Broadbent “ e la caduta simpatica e spensierata di "Far l’amore - Club Mix Bob Sinclair & Raffaella Carrà". La musica è uno dei leit motiv del film. Senza la giusta colonna sonora, l'effetto diretto delle emozioni e il significato non sarebbe stato lo stesso.Continua...

Le battute

Quelle di Jep Gambardella faranno sorridere e riflettere. La sensibilità dei suoi stream of consciousness fuori campo cattureranno e colpiranno come una palla al cuore. Nel suo cinismo e nella sua elevata cultura si intravede la saggezza di un uomo di 65 anni consapevole della sua caduta e dell'impossibilità di rialzarsi solo adesso. Anche le battute più sempliciotte del film come “"Ah i nostri trenini sono i più belli di tutti. E sai perché? Perché non vanno da nessuna parte" lasceranno stupiti.Continua...

Suor Maria

Rappresenta la parte spirituale di tutto il film, l'essenza che debella il peccato, il confronto tra il sacro e il profano. La scelta dell'attrice sdentata, di un viso completamente rugoso e di questi occhi stanchi e forti, allo stesso tempo, che hanno gli anziani lascia intendere quanto siano importanti i valori, le radici e non i “bla, bla, bla” che attanagliano ogni giorno e a cui diamo un peso che non meritano. Suor Maria sarà un insegnamento o solo uno spunto di riflessione, per i più duri.Continua...

Il cast

Ogni attore, anche se con una piccola parte, risplende nel film. Un esempio valido è Anita Kravos che ha avuto il suo grande salto di qualità con questo film, interpreta un'artista stramba intervistata da Jep Gambardella che non ha vergogna di mostrarsi nelle sue bellezze naturali. Carlo Verdone è una garanzia; Serena Grandi sorprende;Carlo Buccirosso cattura; Fanny Ardant incanta anche solo per qualche secondo.Continua...

Titoli di coda

Mai come in questo film riuscirete a staccare gli occhi dai titoli di coda. La motivazione non ve la diciamo, lasciamo libera interpretazione allo spettatore. Sarebbe come svelare il finale!

. Foto @Getty Images e Youtube

Titoli di coda

Mai come in questo film riuscirete a staccare gli occhi dai titoli di coda. La motivazione non ve la diciamo, lasciamo libera interpretazione allo spettatore. Sarebbe come svelare il finale!

. Foto @Getty Images e Youtube

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