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"Fortapàsc", standing ovation all'anteprima napoletana

Applausi e commozione al San Carlo di Napoli, dove ieri è avvenuta la proiezione in anteprima del film "Fortapàsc", storia del giornalista napoletano Giancarlo Siani ucciso dalla camorra nel 1985.

La pellicola, che uscirà in Campania il 20 marzo e la settimana successiva nel resto d'Italia, è diretta da Marco Risi: "Un'emozione così - commenta il regista dopo la standing ovation - l'ho provata solo a Palermo quando presentai 'Mery per sempre'. E' il mio primo film che mio padre Dino non ha visto. E mi dispiace".

Giancarlo Siani morì all'età di 26 anni: scriveva come corrispondente per il quotidiano "Il Mattino" e con le sue indagini scavò troppo a fondo negli affari della malavita locale, che decise di farlo tacere per sempre. Nel film, che ripercorre gli ultimi 4 mesi della sua vita, il giornalista è interpretato dal bravissimo Libero De Rienzo, napoletano di nascita: "Ho avuto la fortuna - ha dichiarato - di lavorare con una sceneggiatura che non è il tipico prodotto italiano, spesso retorico o in stile fiction. Sono cresciuto con i film di Marco Risi, un autore che adoro. Credo che tra i meriti del film ci sia quello di raccontare Siani né come un santino né come un martire".

Il titolo è ispirato alla frase del sindaco di Torre Annunziata (interpretato da Ennio Fantastichini) dopo una strage che costò otto vittime: "Non siamo a Fort Apache, non è un fortino assediato". Risi ci tiene a distinguere il suo lavoro dal caso mediatico "Gomorra": "Il film di Garrone è rapsodico, duro, un reportage di guerra che racconta tante storie. Il mio è un film classico dove il protagonista accompagna la vicenda dall'inizio alla fine, e che soprattutto regala un messaggio di speranza".

Guarda il trailer di "Fortapàsc"

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