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Festival di Venezia 2013: è il giorno di Ettore Scola, a premiarlo Giorgio Napolitano

  • Locandina Ufficiale

A vent'anni dalla morte di Federico Fellini (era il 31 ottobre 1993), la Mostra del Cinema di Venezia ricorda il celebre regista con il film fuori concorso "Che strano chiamarsi Federico - Scola racconta Fellini".

Festival di Venezia 2013: guarda le foto dal red carpet del 5 settembre con Marco Bocci e Denny Méndez

Il film è un ricordo/ritratto di Federico Fellini da parte dell'amico di una vita, grande maestro Ettore Scola. E’ il racconto della loro conoscenza al giornale ‘Marc’Aurelio’ nei primi anni 50; dei loro incontri; degli amici comuni – come Maccari, Sordi, Mastroianni -; delle visite ‘di Piacere’ sui set dei rispettivi film; di Cinecittà, del Teatro 5 e di altre vicinanze che hanno cementato e fatto durare nel tempo la loro amicizia. Dal suo debutto nel 1939 come giovane disegnatore, al suo quinto Oscar nel 1993, anno del suo settantesimo e ultimo compleanno, Federico viene ricordato da Ettore come un grande Pinocchio che per fortuna non è mai diventato “un bambino perbene”.

A insignirlo del “Premio Jaeger-LeCoultre - Glory to the Filmmaker Award” è il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Sarà la sua quinta volta in laguna. Visita strettamente privata, per gli eventi culturali veneziani che il Presidente segue sempre molto da vicino. Arriverà a Tessera con un volo militare intorno alle 15, poi si trasferirà in motoscafo alla volta del Lido, dove alla Mostra del Cinema presenzierà in Sala Grande, insieme alla moglie Clio, alla proiezione e alla premiazione del film.

Tra i film in concorso ieri, troviamo la terza e ultima pellicola italiana in gara: “Sacro Gra” di Gianfranco Tosi accolta alla proiezione stampa con un lungo applauso. Dei tre italiani in gara Tosi è in effetti il meno controverso. Piace il documentario girato sul Grande Raccordo Anulare di Roma, una serie di ritratti di variegata umanità che si muovono sul filo conduttore del GRA. Giunto in Laguna Rosi ha detto dei protagonisti del film: “Tornavo da loro ciclicamente, la loro generosità e pazienza non si può misurare. Quello che contava, per me, non era esporre ognuno di loro, ma rappresentarne l’essenza, la sintesi di quello che credevo potesse rappresentarli: ciascuno di loro portatore di una fortissima identità, in un periodo come il nostro in cui la crisi più dolorosa di questo paese è proprio quella d’identità, prima che economica“. Il film sarà distribuito da Officine Ubu dal 26 settembre. Il progetto trae ispirazione dal saggio di Renato Nicolini, “La macchina celibe”.

Tutto in bianco e nero, con riferimenti autobiografici, "La Jalousie" di Philippe Garrel, sembra piacere ma non troppo: i giudizi sono, come spesso per i film dell'autore francese di "Les amants reguliers" e "Un eté brulant", contrastanti. Garrel è alla sua sesta volta alla Mostra e ha portato un film in 35 mm, con una fotografia impressionante che potrebbe piacere al presidente della giuria Bernardo Bertolucci. E nel film c'è anche l'altra figlia di Philippe, Esther. Sul red carpet oltre al cast c'erano anche Marco Bocci e Paola Cortellesi.

L’ultimo film in Concorso, "Les Terrasses" di Merzak Allouache chiuderà oggi ufficialmente i battenti. Ecco la trama: a Bab El-Oued, quartiere popolare di Algeri, cinque storie si intersecano su altrettante terrazze. Un uomo viene torturato perché non vuole firmare un misterioso documento. La bambina di una famiglia intransigente tenta di avere un rapporto ''normale'' con lo zio rinchiuso in una gabbia per ragioni inconfessate. Il proprietario dell'immobile scompare dopo aver cercato di cacciare un'anziana che vive abusivamente sulla terrazza. Un gruppo di ragazzi usa il tetto del palazzo come sala prove in vista di un concerto, finché sul terrazzo adiacente si consuma il dramma di una giovane donna.

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