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Festival di Roma: Tornatore e Muccino a confronto

Il primo è uno dei registi italiani più conosciuti al mondo, ha vinto un premio Oscar e presto potrebbe vincerne un altro. Il secondo è il cineasta manifesto di una generazione, e il sodalizio con l'attore Will Smith gli ha regalato il successo anche negli Usa: Giuseppe Tornatore e Gabriele Muccino hanno incontrato il pubblico al Festival di Roma.


Guarda le foto dei due registi sul red carpet del Festival di Roma

Come ogni anno, Piera Detassis e Mario Sesti introducono due artisti del panorama italiano a un confronto, che si trasforma poi in una chiacchierata, attraverso la proiezione di alcune scene dei loro film. Insomma una vera delizia per il pubblico di cinefili presente in sala. L'appuntamento si è aperto con un filmato realizzato da Tornatore, un montaggio di alcuni super 8 della metà degli anni '70 in cui il giovane regista ritraeva la sua Bagheria.

"Ho visto 'Baarìa' due giorni fa" esordisce Muccino. "Ero scettico perchè a volte il cinema di Giuseppe può risultare ridondante, vuole dire troppe cose in poche inquadrature - spiega - ma ho amato moltissimo la pellicola, è il suo capolavoro". Il cineasta siciliano risponde parlando del collega: "In tutti i film di Gabriele c'è la costante ricerca della felicità (titolo anche di una sua pellicola) da parte dei personaggi: lui compie un viaggio attraverso le generazioni, affronta problemi in cui tutti si rivedono, per questo ha avuto successo".

Sesti ha poi presentato alcune scene tratte dai rispettivi film dei due ospiti, evidenziando tematiche comuni, prima fra tutte il forte legame tra un adulto e un bambino (in "Nuovo Cinema Paradiso" e "La ricerca della felicità"): "La fantasia può essere una forma di protezione nei confronti dei piccoli, i genitori non sono disposti a mostrare loro la dure realtà" commenta Muccino.

Un'altra situazione che entrambi hanno visto mostrato sullo schermo è quella del suicidio: Muccino in "Sette anime" e Tornatore in "Una pura formalità" nel quale, accanto a Gerard Depardieu, recita Roman Polanski: "Sono molto dispiaciuto," ha commentato il regista riguardo l'arresto del collega avvenuto qualche settimana fa "è una vicenda difficile da giudicare. L'appello che ho firmato con molti colleghi a favore della liberazione di Roman è stato interpretato come un modo di scavalcare la giustizia - conclude - mentre era un semplice gesto di solidarietà".

(Foto ©Lapresse)

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