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"Festival di Roma 2013": "I corpi estranei" - "Take Five" - "Tir", tre film italiani in concorso, cast e trama

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di Marta Gasparroni

Ormai l’evento più atteso della Capitale è alle porte: il Festival Internazionale del Film di Roma è pronto a ripartire sotto la direzione di Marco Müller, presso l’Auditorium Parco della Musica dall’8 al 17 novembre, con serata d’apertura inaugurata dalla madrina Sabrina Ferilli che sfilerà sul red carpet prima della proiezioni Fuori Concorso de L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi.

Tra i numerosi film in concorso e le sorprese di questa nuova ondata festivaliera, non si può tralasciare la tripletta di titoli italiani in lizza per il Marco Aurelio d’Oro.

I tre film che italiani che si contenderanno l’agognato Premio sono I corpi estranei di Mirko Locatelli, Take Five di Guido Lombardi e Tir di Alberto Fasulo.

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Opera seconda di Locatelli, dopo “Il primo giorno d’inverno”, “I corpi estranei” è una pellicola low budget girata in tempi ristrettissimi, che ha richiesto solo quattro settimane di ripresa. Il film, con uno straordinario Filippo Timi, delinea la storia di Antonio, padre di un bambino affetto da un tumore al cervello. Sullo sfondo di una Milano vissuta a ridosso dell’ospedale, i due faranno la conoscenza di Jaber, un ragazzo arabo che assiste un amico, anch’egli malato. Lo script sviluppa una miscela di sentimenti, altalenanti tra dolore e speranza, affrontati grazie alla forza di un legame profondo.

Anche “Take Five” rappresenta un’opera seconda del regista Lombardi, che aveva esordito con la pellicola “Là-bas – Educazione criminale”. Si tratta anche in questo caso di un lavoro a basso costo, che si articola come un gangster movie napoletano in cui cinque uomini, abituati a vivere ai limiti della legalità, organizzano una rapina senza neanche conoscersi. Il ladro ed ex galeotto Gaetano, interpretato da Gaetano Di Vaio, Peppe detto ‘O Sciomèn (Peppe Lanzetta), famoso nei quartieri spagnoli e con dieci anni di carcere alle spalle, il pugile Ruocco (Salvatore Ruocco), relegato ormai alla clandestinità e Striano (Salvatore Striano), fotografo e rapinatore di professione, si lasciano trasportare dall’idea geniale pensata da Carmine (Carmine Paternoster), un operario delle fogne di Napoli con il vizio del gioco.

Co-produzione italo-croata, selezionata anche per la 28esima edizione del Festival francese del cinema di Belfort, “Tir” è un film del friulano Fasolo, già regista di “Rumore Bianco” del 2008. Branko, interpretato dall’attore sloveno Branko Zavrsan, è un ex professore di Reika, finito a lavorare come camionista per un’azienda italiana nella speranza di veder triplicati i propri guadagni. A bordo del Tir dove trascorre la maggior parte del tempo, per un totale di 25 giorni al mese, la macchina da presa segue il protagonista lungo il famigerato Corridoio 5, quell’arteria a rete multimodale progettata per collegare Lisbona a Kiev.

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