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Festival di Roma 2012:"1942", il viaggio toccante di Xiaogang che commuove la mente, la recensione

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Il Festival del film Internazionale di Roma in questa settima edizione ha avuto l’onore di ospitare una pellicola che toccherà gli animi anche dei più indifferenti. Stiamo parlando del film sorpresa ”1942” di Fiang Xiaogang – tratto dal libro “Remembering 1942 di Liu Zhenyun - presentato oggi nella sezione in Concorso e acclamato dalla stampa. Nella provincia cinese dell’Henan una gravissima carestia mette in ginocchio il paese. Ad aggravare la situazione, la guerra tra le truppe giapponesi e l’esercito nazionalista dell’Henan che dirotta le provviste di grano ai soldati cinesi. Una decisione brutale che lascia il popolo nella mani della più atroce delle dolenze: la fame.

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A quel punto le famiglie dell’area decidono di migrare verso la provincia dello Shaanxi per cercare una situazione migliore e continuare a vivere. Il lungo ed estenuante viaggio mette a dura prova milioni di persone che perdono la vita per deperimento fisico dovuto alla fame, al gelo, ai bombardamenti in corso. Il racconto storico delle vicende cinesi si snoda attorno a dei caratteri ognuno diverso dall’altro, quelli della famiglia del proprietario terriero Fan (Shang Guoli). Il Padrone inizia il suo misero viaggio della speranza con la figlia diciassettenne, sua moglie, il fidato servitore Shuang Zhau (Zhang Mo) e altri familiari e non, che si alterneranno come protagonisti delle vicende. Nel cammino si incontrano le storie della famiglia di Fan e di altre famiglie che uniranno i loro sforzi e le loro provviste.

Il capolavoro di Xiaogang non è il semplice racconto di una storia, ma è molto di più: è un documento storico-giornalistico di una parte della nostra storia mondiale che in molti hanno ignorato, o non ne conoscono l’esistenza. È il racconto di una cultura cinese che si mette autonomamente in luce attraverso gli atteggiamenti di uomini e donne del tempo: la forza che deriva dalla tragedie – vedi la costanza di una donna che pur di far sopravvivere i suoi piccoli, si lascia vendere in cambio di una manciata di grano-.

Xiaogang tira fuori la serietà, la perseveranza e il senso di protezione delle donne cinesi (nel momento più desolato e drammatico della vicenda, una moglie scambia i suoi pantaloni con quelli di suo marito, molto più malandati, che dovrà continuare il percorso con i piccoli figli). Allo stesso modo, come anche dice il regista in conferenza stampa, il film ha evidenziato il senso dello humor cinese anche di fronte ad una ineluttabile situazione di vita: la morte. Il contrasto culturale della realtà orientale e occidentale è stato possibile con la figura del reporter del Time Magazine, Theodore White personaggio realmente esistito, interpretato da Adrien Brody che mostra la netta diversità delle etnie di fronte al pericolo, alla vita.

Il comune denominatore di“1942” è la vicenda storica della carestia e della guerra che viene poi sviluppata da vari punti di vista, come racconta lo sceneggiatore ”quello degli sfollati, del governo, degli invasori giapponesi, della religione e così via”. Dei punti di vista che s’incastrano alla perfezione portando lo spettatore in un viaggio informativo e toccante che stringe il cuore e commuove anche la mente.

Il lavoro cinematografico di Xiaogang è un lavoro sperimentale per il regista cinese che per la prima volta esce dalla sua campana di vetro protettiva dei film commerciali che sbancano ogni volta i botteghini cinesi, per orientarsi verso un’opera travagliata, molto impegnata e di responsabilità che potrebbe cambiare del tutto la sua tendenza cinematografica. Il rischio cui si andava incontro era quello di non riuscire a raccontare pedissequamente le vicende storiche accadute nella Cina del 1942, di offendere la popolazione, di essere censurato, di non riportare l’anima di una Cina che si trova ad affrontare una guerra diversa che l’ha messa in ginocchio anche per altre motivazioni.

“1942” è un film educativo, informativo che dovrebbe essere proiettato nelle scuole, non solo cinesi ma di tutto il mondo per far conoscere la verità su atrocità umane rimaste troppo tempo nel dimenticatoio. Come il racconto del film, anche la lavorazione dello stesso è stata lunga e travagliata. Il regista ha tentato per ben tre volte di realizzarlo ma registrando fallimenti nel 2000, nel 2002 e nel 2004. Il 2010 è stato l’anno fortunato in cui è riuscito a portare a termine il suo capolavoro. “La difficoltà più grande è stata quella di trasformare un linguaggio letterario in quello cinematografico. Il libro aveva uno scopo d’indagine. Non aveva una trama, né personaggi” – racconta il regista Xiaogang che con grande professionalità, talento e occhio da osservatore ha riportare fatti e creato storie tenendo conto della sensibilità del popolo cinese, che a fine mese potrà vedere ”1942” proiettato su 8000 schermi della nazione e condividere le sofferenze, forse sconosciute, dei loro predecessori.

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