Excite

Festival del Cinema di Venezia 2013: Femen in topless per "Ukraine is not a brothel", divide "L'intrepido" il film di Amelio con Antonio Albanese

  • Getty Images

Non potevano che essere in topless, le Femen alla Mostra del cinema di Venezia 2013. Le attiviste ucraine, al photocall del documentario sul loro movimento, “Ukraina ne Bordel” – “Ukraine is not a broche” si sono presentate a seno nudo con slogan come, appunto, ‘Ukraine is not a brothel' (l'Ucraina non è un bordello'), 'Naked War' (guerra nuda), 'Women are still here' (le donne sono ancora qui) 'I'm Free' (Sono libera) e il simbolo dell'organizzazione, composto da due cerchi divisi da una riga verticale.

Festival di Venezia 2013: Gianni Amelio e Le Femen sul red carpet, guarda tutte le foto del 4 settembre

Fuori concorso, il docu-film “Ukraina ne Bordel” svela la verità dietro Femen, il movimento femminista che ha suscitato scalpore per le sue manifestazioni in topless. Nato nelle strade innevate di una Ucraina postsovietica corrotta, Femen, con la sua guerra a torso nudo contro il patriarcato, ha investito i media europei come un ciclone. Tuttavia, uno sguardo intimo dentro la vita di queste donne e la bizzarra rivelazione delle forze patriarcali che alimentano l'organizzazione dimostrano che queste titillanti attiviste non sono le "focose femministe" che dicono di essere.

Una spinta necessaria rivolta al futuro arriva invece al Lido con il nuovo film di Gianni Amelio intitolato “L’intrepido”. Una commedia dolce-nera che nasconde le incertezze e le virtù che popolano la nostra bella penisola di oggi, dejà vù cinematografico che diviene a sua insaputa documento visibile e ampiamente percepibile della difficile quotidianità dei lavoratori precari.

La trama. Antonio Pane (Antonio Albanese) e' un uomo che a Milano non ha un lavoro definito, ogni giorno si prodiga in mestieri diversi, ha un amico che infatti organizza rimpiazzi, ovvero sostituzioni di personale anche per qualche ora. “Così il nostro protagonista, charlottiano, un uomo umile che esce comunque da situazioni malsane”, lo descrive Amelio - guida i tram, consegna pizze a domicilio, lavora in pescheria, incolla i manifesti di notte, ecc. E' un uomo disposto a tutto pur di vivere. "Ma a un certo puto punto non ce la fa più, preferisce allontanarsi (va in Albania a lavorare in miniera, ndr) a trovare un posto dove può ricominciare da zero, anziché piegarsi a un mondo corrotto”, continua Amelio.

Il mio è un film fortemente fuori moda, lo so, che non si appiattisce sulla realtà come pellicola di denuncia. Con sarcasmo e ironia, attraverso una metafora leggera, non calata dall’alto, abbiamo provato a raccontare la vita di un uomo che assomiglia a due icone del mio passato: un antieroe dei fumetti che leggevo da ragazzo come L’Intrepido e Charlot”. “Tutti ricordano chi era e cosa faceva il personaggio creato da Chaplin - prosegue – era l’uomo più solo al mondo che si allontanava di spalle e non riceveva aiuto da nessuno. Antonio è come lui, ha dignità e possiede dei valori per questo cammina a testa alta e come ultimo gesto rifiuta di piegarsi a questo sporco mondo che lo vuole corrompere”.

Una commedia agrodolce che fa riflettere il Lido su quella che si direbbe oramai essere la quotidianità di molti italiani che ogni giorno cercano di sbarcare il lunario in modi diversi e, nonostante tutto, sembrerebbe, con crescente inventiva.

In mostra oggi. Arriva il terzo italiano in gara, Gianfranco Rosi con “Sacro GRA”, documentario che racconta con una prospettiva inedita il Grande Raccordo Anulare; in concorso per Venezia 70 anche “JIAOYOU (STRAY DOGS)” di Tsai Ming-liang, che il regista taiwanese ha detto essere il suo ultimo film, e “La Jalousie” di Philippe Garrel, interpretato dal figlio Louis, nei panni di un giovane attore che alla fine della sua storia d'amore pensa di aver perso tutto.

Lo stato di Antonella è impostato su occupato. Potresti disturbare.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017