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Ferilli, centralinista per Virzì

L'odissea nel precariato di una ragazza 25 enne che, dopo la laurea, si dà al call-center.
E' la storia raccontata in "Tutta la vita davanti", film per la regia di Paolo Virzì.
Isabella Aragonese all’apparecchio, con una capo-telefonista d'eccezione: Sabrina Ferilli che dopo dodici anni ("Vacanze d’agosto") torna a lavorare insieme al regista toscano.

"L'idea - ha detto Virzì - è raccontare un' odissea burlesca e avventurosa nel mondo di una certa precarietà giovanile. Con la Ferilli i rapporti sono sempre stati buoni. C'eravamo semplicemente persi un po' di vista dopo Ferie d'agosto. A un certo punto lei preferì trasformarsi in icona televisiva e popolare. Ma resta un'attrice di talento, piena di risorse, fisicamente perfetta per il ruolo di una capo telefonista".

Del film saranno anche Elio Germano, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea. "Germano farà un giovane venditore invasato, crede di avere in mano il proprio destino, invece verrà messo di fronte alla sconfitta. Ghini è una specie di Jerry Fumo, il personaggio di La bella vita, ma meno cialtrone: è il capo carismatico, l'uomo che tutti temono, in realtà un autentico figlio di puttana. Mastandrea il sindacalista della Cgil che prova a difendere i diritti di quei ragazzi ventenni, a conquistarne la fiducia. Loro, invece, lo deridono, lo chiamano "tapiro de coccio". Non gli credono".

La storia prende le mosse dal libro "Il mondo deve sapere" scritto da Michela Murgia, ragazza sarda laureata in teologia che, non trovando un posto di lavoro, ha optato per andare a lavorare come operatrice di telemarketing.

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