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Ermanno Olmi a Venezia attacca la Chiesa e il Cristo crocifisso

  • LaPresse

La settima giornata della 68° Mostra del cinema di Venezia è stata caratterizzata dalla presenza di uno dei padri del cinema italiano, Ermanno Olmi. Il regista ha presentato fuori concorso il suo film 'Il villaggio di cartone', riaprendo il dibattito sul tema dell'immigrazione.

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Il video di Ermanno Olmi a Venezia

Protagonista della pellicola è Michael Lonsdale, ma nel cast ci sono anche Rutger Hauer e Alessandro Haber. La storia è quella di vecchio prete che ospita in una chiesa sconsacrata, eliminata di tutti gli orpelli, un gruppo di extracomunitari. L'accoglienza, la sofferenza, il dubbio dell'esistenza di Dio e la difficoltà nell'accettare l'altro avendo dei pregiudizi, rendono questo film un'opera che lascia riflettere e lancia interrogativi.

Olmi è stato duro, durante la conferenza stampa, con la Chiesa e con i cattolici: 'È troppo facile e ambiguo affermare il valore di un simbolo, che deve rinviare alla realtà di carne per avere valore. Di fronte a un Cristo di cartone tutti si genuflettono: inginocchiamoci invece davanti a coloro che soffrono. Cristo ha pagato due millenni fa. E' troppo comodo inginocchiarci davanti a un simulacro'. La figura di Gesù in croce è vecchia, appartiene ad un'epoca lontana, oggi i poveri Cristi sono coloro che sbarcano in cerca di speranza sulle coste italiane.

Il regista ha aggiunto: 'Non è un film realistico, semmai un apologo nel quale ogni presenza ha un suo valore preciso. Essere migranti non vuol dire essere santi: gli immigrati rappresentano l'umanità nella sua diversità, il corpo con sue debolezze, la mente con le sue confusioni'. E ha concluso con un monito: 'Vorrei suggerire ai cattolici, e io sono tra questi, di ricordarsi più spesso di essere anche cristiani. Il vero tempio è la comunità umana'.

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