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Elio Germano: l'ascesa di un attore talentuoso, dallo spot Kinder Bueno al ruolo di Giacomo Leopardi

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Elio Germano è diventato una garanzia nel panorama cinematografico italiano e non solo.

Sono ormai lontani i tempi di“Ci hai rotto papà” che sancì il suo approdo al grande schermo a 12 anni: Cotoletta (il personaggio che interpretò) era un bambino furbo ed intelligente che “sapeva il fatto suo”, fu in grado di fregare gli amici e tenere tutto sotto controllo con assetto vispo e ricettivo. Ecco, Elio Germano è proprio così: semplice, diretto ed intelligente, talmente perspicace che aspettarsi da lui delle espressioni e delle interpretazioni sempre diverse non è una novità. E' una sicurezza Elio Germano, è il pilastro di ogni film che interpreta e l'importanza che dà al personaggio in ogni pellicola fa di lui anche una persona sensibile ad ogni gestualità e carattere altrui.

Leggi la recensione de "L'ultima ruota del carro" con Elio Germano protagonista

Elio Germano è camaleontico, non piange mai allo stesso modo, non ride mai allo stesso modo. E se quelle fossette non abbandonano mai le sue guance, sono i suoi occhi a sorridere, e piangere, ed arrabbiarsi, ogni volta in maniera differente, come se un demiurgo si fosse impossessato di lui e l'avesse plasmato e trasformato all'occorrenza.

E' un altruista dell'appagamento: sa dosare e donare le emozioni e il proprio talento gradualmente fino ai titoli di coda del film quando esclamare “Elio Germano è bravissimo”, diventa quasi un rito.

Al Festival del Cinema di Roma ha aperto la kermesse con “L'ultima ruota del carro”, la pellicola di un sorprendente Giovanni Veronesi che lo vede protagonista, accanto ad una rigenerata Alessandra Mastronardi. La cosa impressionante, in senso positivo, è stato vederlo in conferenza stampa, accanto al reale Ernesto e chiedersi come abbia fatto ad acquisire alla perfezione la gestualità del personaggio, come se fosse un clone. 10 anni fa con Giovanni Veronesi lavorò sul set di “Che ne sarà di noi” che lo volle per la parte di Manuel, un giovane riottoso, e adesso, dopo 10 anni, il regista l'ha rivoluto, ribelle, ma sui generis in “L'ultima ruota del carro”: un ribelle finto vinto che ha protestato contro la vita, la fortuna e lottato per tenere alti i suoi sentimenti, i suoi valori. Quel ragazzo irriverente,10 anni dopo è maturo e consapevole che rappresentare l'italiano, la patria in un rinnovato Veronesi è compito abbastanza arduo.

Sono ormai andati e sepolti i tempi in cui invitava, una potenziale signorina tutta “ciccia e brufoli” a ad uscire per beccarsi, poi, un Kinder Bueno, in senso figurativo, tra i denti. Ed anche lì lo sguardo vispo ed intelligente ci ha catturato e fatto capire che il 33enne avrebbe fatto grandi cose.

Si attende l'uscita delle 300 copie, giovedì prossimo, de “L'ultima ruota del carro”, ma intanto Germano non si ferma e continua a lavorare sul set di “Il giovane favoloso”, dove interpreta Giacomo Leopardi. Ruolo difficile, ma siamo sicuri che quel “navigar” davanti allo schermo “sarà dolce” e sentito.

L'unica cosa che ci auguriamo che al di là dei premi (ha vinto al festival di Cannes, il David di Donatello, il Ciak d'oro, il Globo D'oro, ai Nastri d'Argento) e della sua bravura, Elio Germano non diventi una presenza inflazionata con il rischio di non apprezzarne più le qualità rimaste, tra l'altro, in pochi attori italiani.

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