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Elio Germano: "Il cinema italiano è triste"

Tra le tante star d'oltreoceano, al Giffoni Experience 2009 sbarcano anche attori nostrani: dopo Laura Morante è la volta di uno dei migliori giovani in circolazione, Elio Germano, reduce dall'esperienza cinematografica statunitense nel colossal "Nine".

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"Ho ho un ruolo decisamente ridotto - ha spiegato l’attore in conferenza, come riporta Il Giornale - sono uno degli assistenti del regista interpretato da Daniel Day-Lewis. I set americani fanno un po’ paura - prosegue - le troupe sono dieci volte più grandi delle nostre. Noi lavoriamo al massimo 10 ore e loro 12. C’è un’abnegazione al lavoro totale, il regista ha 8.000 assistenti, non lo vedi mai ma senti la sua voce dagli altoparlanti".

Dopo il successo ottenuto nel film "Mio fratello è figlio unico", per il quale nel 2007 ha ricevuto il David di Donatello, Germano ha continuato ad interpretare ruoli anticonformisti e sempre diversi, come quelli in "Il passato è una terra straniera" e "Come Dio comanda": "Preferisco i personaggi scabrosi e difficili perché soprattutto nel cinema bisogna raccontare ciò di cui si ha difficoltà a parlare".

Ma Elio non riesce ad apprezzare il cinema italiano di oggi e aggiunge: "Il nostro cinema è un po’ triste ma mi sono stancato di prendermela con chi ci governa o chi ci produce. Me la prendo con me stesso, con il popolo che si lascia passare tutto addosso e sta sempre a guardare il proprio tornaconto personale invece del valore sociale del mestiere, quale che sia, che fa".

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