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David Lynch contro il doppiaggio

"Il doppiaggio? Quasi un peccato". Questo il parere di David Lynch, secondo il quale i film andrebbero proiettati all'estero in lingua originale e con i sottotitoli.

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Il regista e produttore, ospite a Mosca per la presentazione della sua mostra pittorica ("The Air is on Fire") e fotografica ("Fetish"), ha espresso il proprio parere riguardo i doppiatori: "Con le loro voci compromettono l'atmosfera originale dei film e il carattere degli attori. Inoltre tutti i rumori rimangono in secondo piano".

L'autore di "Mulholland Drive" ha inoltre raccontato al quotidiano Moskovski Komsomolez dell'abituale meditazione trascendentale che pratica dal 1973 per combattere le paura e lo stress: "La meditazione serve a combattere le proprie paure e lo stress, oltre che ad ampliare la conoscenza di un individuo. Il mio lavoro con la meditazione non può liberarmi da tutte le paure, ma esse diminuiscono quanto più ampio diventa il mio sapere".

Riguardo la questione del doppiaggio, è intervenuto il produttore italiano Aurelio De Laurentiis, secondo il quale il cinema deve essere innanzitutto esportabile: "I lungometraggi devono essere alla portata del maggior numero possibile di spettatori. Lo sfruttamento popolare di un'opera avviene principalmente attraverso il mezzo televisivo: sarebbe impensabile usufruire dei sottotitoli, i film vanno doppiati per chi non sa leggere e per coloro ai quali viene il mal di testa".

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