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Daniele Luttazzi parla di politica, informazione e satira

Nel blog del giornalista Andrea Scanzi su La Stampa è stata pubblicata una lunga intervista a Daniele Luttazzi, come sottolineato dal giornalista, "l'autore satirico più censurato d'Italia". Il titolo dell'intervista è piuttosto esplicativo: "Berlusconi? Cade a marzo". Ma si sà, Luttazzi non le manda certo a dire.

L'attore, scrittore, giornalista e autore satirico sembra avere le idee piuttosto chiare su quello che accadrà nel prossimo futuro sul fronte politico. "Con la bocciatura del Lodo Alfano, Berlusconi giustamente dovrà andare a processo - ha detto Luttazzi - Tutto un sistema di potere che convergeva sulla sua figura si dissolverà come neve al sole. Credo verso marzo. Andremo a elezioni anticipate, governo tecnico, eccetera. Berlusconi è finito: dò questa bella notizia ai lettori. Ora bisogna occuparsi di chi Berlusconi ce l'ha messo. Ovvero gli italiani. Berlusconi è l'ennesima espressione dell'eterno fascismo italico, che come un fiume carsico viene ciclicamente in superficie e provoca danni. Come diceva Petrolini quando qualcuno dal loggione lo importunava: 'Io non ce l'ho con te, ce l'ho con quello accanto a te che non te butta de sotto'. Ecco: gli italiani sono quelli accanto a lui. Berlusconi è finito, il berlusconismo no".

L'autore satirico ha spiegato: "Alcuni indicatori - settori della finanza, economia, politica, industria, Vaticano, USA - segnalano, come un aumento di radon dal sottosuolo, che Berlusconi anche per loro è superato. Da adesso fino a marzo sarà solo un problema di tempi tecnici. Berlusconi andrà a processo, verrà condannato e materialmente salterà. E' stato già mollato. Servono altri personaggi, dicono Fini. Lo Stato, a quel livello cui noi non abbiamo accesso, non può permettere che uno come Berlusconi demolisca i fondamenti della Costituzione".

Ma Luttazzi non ne ha solo per Berlusconi e picchia duro anche contro il Pd: "Lo dicevo anche due anni fa, in due interviste a Repubblica e Unità. Stavano tirando la volata a Veltroni e mi chiesero cosa pensassi del Pd. Io risposi che il Pd era un’inevitabile stronzata. Tagliarono domanda e risposta. Il Pd è un progetto inconsistente e sbagliato. Anche la narrazione del Pd è inadeguata. Il Pd non sa chi rappresenta: a chi parla? Cosa dice? Non lo sa. Va sempre in televisione, ma parla a vanvera. Non ha alcuna efficacia. Sentire D'Alema che parla di 'amalgama non riuscito' e vederli ancora impegnati nelle baruffe chiozzotte, non stupisce. Però, anche qua: perché un satirico due anni fa c'era arrivato e gli Scalfari no? Stanno ancora lì a fare propaganda".

L'autore satirico ha poi affrontato l'annosa questione della libertà di informazione. Non ha dubbi Luttazzi, c'è un problema. "All'origine di tutto - ha affermato l'attore e scrittore - c'è il conflitto di interessi berlusconiano. Inoltre, in Italia, la voce libera da appartenenze non ha accesso. Esistono clan di sinistra, clan di destra, chiesa, massonerie. Ciascuno difende interessi particolari. Io aspetto ancora che Repubblica faccia una seria inchiesta sulla Sorgenia di De Benedetti, sui progetti Sorgenia di produrre energia bruciando paglia o metano ad Aprilia e in Val D'Orcia. Oltretutto il progetto Aprilia fu autorizzato da Pierluigi Bersani, quando era ministro. E aspetto ancora che qualcuno chieda conto ai maggiori propagandisti italiani della guerra in Iraq, Giuliano Ferrara e Carlo Rossella, delle centinaia di migliaia di morti innocenti. L'ottava puntata di Decameron parlava di questo, ma mi hanno sospeso alla quinta".

Anche Internet non sembra convincere appieno Luttazzi. "Su Internet ho enormi riserve - ha detto l'autore satirico - Innanzitutto è un Panopticon micidiale: i carcerati sono anche i carcerieri. Chi interviene in un blog, è osservatore e osservato. I suoi gusti sono monitorati sempre. La tua personalità viene trasferita interamente in Rete, fino al caso micidiale di Facebook. A quel punto non avrai più difese: c'è un'aria del pudore che Internet violenta costantemente. Baudelaire diceva che l'artista è sempre quello che mantiene viva la sua vulnerabilità, la sua sensibilità. Quello che non viene ottuso dall'alienazione. Se non ti proteggi, ti offri alla violenza. Il web diventa uno spazio molto impudico. Inoltre il web favorisce il populismo, come dimostra il caso Grillo. Fra l'altro, la sua 'democrazia dal basso' non è che marketing partitico in cui sono esperti quelli della Casaleggio Associati, la società che ne segue le mosse. Il modello è la guerrilla advertising del Bivings Group".

Secondo Luttazzi il compito del satirico è far ridere commentando i fatti. "Quando funziona, i bersagli non ridono - ha detto l'attore e scrittore - Il satirico inquadra il problema e lo mette in prospettiva. Non dà indicazioni su come comportarsi o dire per chi votare, ma fa sì che ognuno si interroghi e cominci un percorso personale di approfondimento. L'arte fa questo: ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. Rimane. La satira ha il ruolo della poesia: apparentemente nullo. Ma bisogna credere in ciò che si fa. Poi, una volta scoperte certe cose, il pubblico potrà anche rimpiangere il Matrix di prima, perché magari aveva un buon sapore. Ma il compito del satirico resta quello: provare a svelare il Matrix".

Un'intervista ricca e dirompente quella di Luttazzi che non lascia dubbio sulla veridicità delle sue parole quando afferma: "Posso colpirti con molta più efficacia col minimo di potenza, se so il fatto mio".

 (foto © LaPresse)

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