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Dalla filosofia al call center nel nuovo film di Virzì

Sarà nelle sale dal prossimo 14 marzo il nuovo film di Paolo Virzì: Tutta la vita davanti, ritratto grottesco, a volte surreale sull'Italia di oggi e sulle difficolta dei giovani ad entrare nel mondo del lavoro.

Protagonista di questa storia dei giorni nostri sarà una giovane laureata in filosofia (Isabella Ragonese), che dopo essersi laureata con 110 e lode con una tesi sul carteggio tra Hannah Arendt e Martin Heidegger, finisce a lavorare in un call center.

Il suo compito, messa da parte la filosofia, sarà quello di convincere le casalinghe ad aprire la porta ai venditori del Multiple, avveniristico elettrodomestico, dal design accattivante che troneggia sul set dall'inizio alla fine del film. "Trita, frulla manteca, macina, vaporizza e cuoce. Quattordici funzioni in un solo elettrodomestico, una sola presa, un solo consumo" è il refrain ripetuto ininterrottamente dalle 150 ragazze del call center.

Il cast è ricco di talenti nostrani, da Sabrina Ferilli nel ruolo della ex telefonista ora capo del call center, a Valerio Mastrandrea, un sindacalista un po' sfigato; e ancora Massimo Ghini nel ruolo dell'elegante e sorridente boss dei venditori a Elio Germano, collega goffo e innamorato.

Virzì definisce questo suo nuovo film come un viaggio nella contemporaneità dal punto di vista di una ragazza colta, che arriva a dissimulare i suo curriculum per essere uguale agli altri. Da ridere non c'è molto, concorda il regista, ma c'è da guardare con curiosità questo mondo fiabesco, bizzarro, talmente eccessivo ed esagerato da sembrare avveniristico.

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